Nel 2017 le rinnovabili hanno creato oltre 114mila nuovi posti di lavoro

Trend positivo in Italia per le energie rinnovabili, sebbene il settore stia vivendo un fase di calo. Necessari più investimenti per crescita e innovazione.

Nel periodo tra il 2005 e il 2017 grazie alle fonti rinnovabili l’Italia ha risparmiato oltre 3 miliardi di euro in importazioni di energia. Questo dato mostra quale proporzione e importanza ha raggiunto il settore nel Belpaese, suddiviso equamente tra produzione di elettricità e calore. Che si tratti di eolico, solare o gas naturale, le rinnovabili rappresentano una porzione rilevante per l’economia della Penisola, seppure si registra un leggero calo. Non si tratta di una diminuzione di interesse, di richiesta o di performance degli impianti, ma semplicemente di una naturale evoluzione del comparto. Secondo gli esperti infatti si sta assistendo ad una fisiologica nuova fase si sviluppo, che prevede un andamento più graduale ma costante.

Dopo il boom inziale per cui ogni impresa e segmento ha fatto convergere capitali e sforzi verso il territorio vergine delle rinnovabili, ora a livello dei mercati e delle aziende ci si muove in maniera più matura, prudente e consapevole. Le rinnovabili hanno dato anche un consistente contributo in termini di occupazione, aprendo nuovi sbocchi per i neo assunti e dando l’opportunità a chi aveva perso il posto di riconvertirsi professionalmente. Soltanto nel 2017 le rinnovabili hanno garantito un totale di 114mila nuovi posti di lavoro, con 70mila posizioni permanenti e 44mila a tempo determinato.

Una minore dipendenza nell’approvvigionamento energetico da altri paesi equivale ad una bolletta più leggera, e quindi ad una maggiore indipendenza economico-commerciale. Le tecnologie moderne consentono di sfruttare al meglio sole, vento e risorse geotermiche, con minori costi di impianto e manutenzione. Il momentaneo stallo della crescita può essere visto come l’opportunità per ripensare e ridefinire le dinamiche di progettazione, investendo sulla qualità e sull’innovazione. Servono nuove idee e soldi per realizzarle, con l’intento di migliorare le prestazioni e ridurre ancora le emissioni di Co2. In tal senso può essere ricalcolato il tragitto da percorrere per raggiungere gli obiettivi prefissati per il 2030 nella Strategia energetica nazionale.

 

 

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