Rifiuti edili, indicazioni e procedimenti per il corretto smaltimento

Il settore delle costruzioni è tra quelli a maggiore impatto ambientale, occorre quindi adottare adeguate strategie per il recupero dei rifiuti edili.

Quello delle costruzioni è uno dei settori con il tasso di crescita più costante, ma la produzione di rifiuti edili e lo sfruttamento di risorse naturali, lo collocano anche tra i meno ecosostenibili. La realizzazione di un complesso abitativo o industriale implica il prelievo e l’utilizzo di elementi come legno, rocce, plastica, laterizi, matalli, vetro, ecc, con un importante impatto ambientale. Ogni fase nel processo di fabbricazione di un manufatto determina una certa percentuale di rifiuti edili. Che si tratti di costruire, ristrutturare o demolire, al termine di ciascuna operazione ci si trova a dover fare i contri con materiali di risulta o di scarto, da smaltire nella maniera corretta.

Per garantire il benessere e la sicurezza sia dell’uomo che dell’ecosistema, occorre un’adeguata e razionale pianificazione che copra l’intero ciclo di vita di uno stabile. In pratica già al momento della progettazione bisogna sapere in anticipo il destino e le modalità di trattamento di rifiuti edili. Prima ancora dello smaltimento dei rifiuti edili è necessario procedere alla loro identificazione, tramite l’apposito FIR (Formulario di identificazione dei rifiuti), previsto per quantità superiori a 30 kg al giorno. Questo documento serve ad organizzare i materiali per tipologia e per origine, specificando anche l’impianto che si occuperà della lavorazione e il percorso da eseguire durante il trasporto.

Quest’ultimo aspetto è molto importante ai fini del controllo e della tracciabilità delle sostanze inquinanti e dei rifiuti speciali. Le ditte incaricate di gestire lo smaltimento dei rifiuti edili devono obbligatoriamente essere iscritte all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali, oltre che tenuta ad eseguire l’attività entro tempistiche e parametri precisi (stoccaggio, trasferimento, smaltimento). I materiali sono classificati tramite codici europei CER, in vigore dalla Decisione 2014/955/UE. Ultimi passaggi sono il riciclo, il riutilizzo o il recupero dei materiali, tramite ad esempio la trasformazione dei rifiuti in elementi a diversa destinazione (sottofondo stradale).

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