Sharing economy: 25miliardi di utenti in Italia nel 2025

Cresce la sharing economy in Italia. Secondo uno studio dell’Università di Pavia solo nel 2015 il giro d’affari dell’“economia della condivisione” si attesterebbe a 3,5miliardi, con ampie prospettive di crescita per il futuro, secondo cui il fatturato dell’economia collaborativa potrebbe arrivare dai 14 ai 25miliardi nel 2025.

Sharing EconomyLa ricerca si basa sull’analisi degli internauti “forti”, ovvero quelli che navigano mediamente almeno una volta a settimana. Per il calcolo delle proiezioni sul 2025, invece, i ricercatori si sono basati su tre ipotesi di crescita, in escalation dalla più prudente alla più ambiziosa.

In un primo scenario si ipotizzano 9,7milioni di utenti forti tra i 18 e i 34 anni, con un fatturato di 14,1miliardi.

Nel secondo scenario s’ipotizza la partecipazione all’economia della condivisione anche al range 35-54 e agli over 55, per un totale di 16,5milioni di utenti e un volume d’affari fino a 19,5miliardi.

Il terzo scenario vede partecipi tutte le fasce di età, con 21,4milioni di internauti forti, per un fatturato di 25,1miliardi, un terzo del Pil complessivo dell’Italia stimato per il 2025.

Anche una recente indagine di PwC ha “contabilizzato” il valore della sharing economy in Europa, stimato nel 2015 a 28miliardi di euro, il 180% in più sul 2013.

Conferma l’importanza crescente del settore e gli ampi margini di crescita anche uno studio di ING su 15.000 cittadini di 12 Paesi europei e Turchia, USA e Australia nel 2015, da cui emerge un tasso di conoscenza dell’industria degli italiani secondo solo alla Spagna e circa il doppio rispetto a Germania e Austria. Non a caso, dato che risparmio e guadagno sono tra i vantaggi dell’economia della condivisione.

Ciononostante, resta in Italia il problema legislativo. Il quarto scenario ipotizzato dall’Università di Pavia preannuncia, infatti, che dai 3,5miliardi del 2015 il fatturato passerebbe a 14 nel 2019 e a 4 nel 2025. Le ragioni: tassazione e regolamentazione.

A oggi in Italia non vi è, infatti, alcuna normativa che disciplini domanda e offerta. Intanto la sharing economy cresce. Perlomeno, finché legge non ci separi.

L.S.

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