Pmi innovative: secondo l’Osservatorio 2018 rallentano le iscrizioni all’albo

Le Pmi innovative italiane nel 2018 sono 877, il 35% in più rispetto al 2017.

Secondo l’Osservatorio Pmi innovative, tra il 1° dicembre 2017 e il 30 settembre 2018 sono state iscritte all’apposito registro 230 nuove imprese. Si stima però che ce ne siano altre 18000 con le caratteristiche per essere considerate tali ma non iscritte all’albo speciale della Camera di Commercio.

Si è tenuta al Centro Studi Americani la cerimonia di premiazione del concorso rivolto alle aziende innovative “Open Innovative Pmi”. La cerimonia è stata anche l’occasione per presentatore la seconda edizione del report dell’Osservatorio dedicato alle Pmi innovative, realizzato in collaborazione con l’Università di Pisa.

Uno dei dati che salta all’occhio dal report è la diminuzione delle aziende iscritte all’albo speciale della Camera di Commercio. Non essendo iscritte, circa 18000 imprese pur soddisfacendo le caratteristiche per essere considerate innovative, non possono approfittare dei benefici definiti nel pacchetto dell’Industry 4.0. L’esiguo numero di imprese iscritte nell’apposito registro potrebbe essere causato anche dalla mancanza di un’adeguata conoscenza dei benefici ottenibili.

Il report aveva l’obiettivo di identificare le tendenze evolutive osservando le 230 nuove imprese iscritte al registro. Le 230 imprese iscritte operano per il 65% nel settore dei servizi, per il 28% nell’industria/artigianato e per il 6% nel commercio.

La distribuzione geografica delle nuove Pmi Innovative si concentra in Lombardia (29%), Piemonte (13%), Veneto (10%), Lazio, Emilia-Romagna e Marche (circa il 7% ciascuna).

Il livello di “anzianità” delle aziende si attesa su una media di 8 anni, evidenziando una crescita lenta del settore. Rallenta anche la crescita del fatturato, una media del 28% nel 2018, rispetto alla crescita del 66% registrata nel 2017.

Per rilanciare e supportare questa tipologia di aziende sarebbe necessario, secondo Alessandro Dragonetti, Co-Managing Partner e Head of Tax di Bernoni Grant Thornton, favorire l’ingresso di investitori istituzionali in grado di dare stabilità e managerializzazione nelle aziende.

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