Legge di Bilancio 2018: ecco le principali novità sul fronte lavoro e formazione

Dal 1° gennaio è entrata in vigore la Legge di Bilancio 2018, Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020. Vediamo di seguito le principali novità sul fronte lavoro, formazione e previdenza.

La Legge di Bilancio 2018 riconosce degli sgravi contributivi per massimo 36mesi e con un tetto di 3000euro annui per i datori di lavoro privati che dal 1º gennaio assumono giovani under 30 con contratto di lavoro a tempo indeterminato, a condizione che non l’abbiamo mai avuto prima.
Sgravio che resta valido anche per gli under 35 assunti a tempo indeterminato entro il 31 dicembre 2017, fermo restando gli altri requisiti e condizioni.
Nella Legge di Bilancio 2018 stabilito anche un esonero contributivo triennale per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali under 40.
Il testo ha previsto, inoltre, stanziamenti per la promozione e il coordinamento delle politiche per la formazione e il cofinanziamento del Programma Erasmus, e una proroga annuale.
Prorogato per un anno (da fine 2018 a fine 2019) l’istituto dell’APE volontaria ed ampliato il bacino di beneficiari dell’APE sociale.
La Legge di Bilancio 2018 apre le porte anche a un miglioramento economico del personale dipendente della PA, con uno stanziamento di 2.850 milioni da quest’anno.
Maggiore sostegno anche per le micro, piccole e medie imprese, grazie al rifinanziamento di 330 milioni di euro (dal 2018 al 2023) per la “Nuova Sabatini”, una misura di sostegno alla concessione di finanziamenti agevolati da destinare all’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature. Misura che avvantaggia soprattutto gli investimenti “Industria 4.0”, cui è stato destinato il trenta per cento delle risorse stanziate.
Introdotto, inoltre, un credito d’imposta del 40%, fino a un tetto di 300.000euro, per le spese di formazione del personale dipendente nel settore delle tecnologie previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0.
Istituito anche il Fondo imprese Sud a sostegno della crescita delle PMI, con una dotazione di 150 milioni di euro.
Elevate, infine, da 24mila a 24.600 euro le soglie reddituali per l’accesso al bonus “80 euro”, che decresce, sino ad annullarsi, con un reddito pari o maggiore a 26.600 euro.

L.S.

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