Inflazione e mutui: come cambiano le rate se aumenta il costo del denaro

Mutui a rischio: se le proiezioni sul rialzo dell’inflazione nell’Eurozona troveranno conferma nei prossimi mesi, si registrerà un aumento del costo del denaro e, di conseguenza, dei prestiti.

mutuiSecondo le stime, se l’ipotesi dovesse avverarsi, i primi penalizzati saranno i finanziamenti a tasso fisso di nuova stipula. Invariata, invece, la rata per chi ha già all’attivo un mutuo fisso.

In questo momento l’Eurirs (il parametro di riferimento per stabilire il prezzo di un mutuo fisso) sui prestiti ventennali si attesta attorno all’1,3%. I mutui più convenienti sono, invece, erogati al 2%, con uno spread (cioè il margine di guadagno della banca) di appena 70 centesimi di punto.

Si aggirano attorno all’1%, invece, i mutui variabili ventennali più economici, mentre il parametro di riferimento più adottato, l’Euribor trimestrale, è da diversi mesi in negativo (-0,30%). In questo caso, quindi, il margine di guadagno delle banche è quasi il doppio rispetto alle erogazioni a rata fissa, pari a 130 centesimi.

In attesa degli sviluppi dell’inflazione nell’Eurozona, la tendenza delle banche è fidelizzare la clientela spingendola verso il fisso. Tuttavia, nei prossimi mesi potremmo assistere sia a un riallineamento dello spread dei mutui fissi all’attuale livello dei variabili sia a un rialzo dell’Eurirs.

In ogni caso, se la Bce ritenesse il target prefissato di inflazione sufficientemente consolidato, anche i debitori a tasso variabile potrebbero subire un aumento delle rate del mutuo. Qualora questa ipotesi si verifichi, la Banca Centrale alzerà il suo tasso di riferimento, stabile allo 0,05% dal settembre 2014, con conseguente aumento dell’Euribor.

A questo punto, però, cambierebbero anche le condizioni di chi ha già un finanziamento. Su un prestito, ad esempio, in cui si devono ancora restituire 100mila euro l’aumento di un decimo di punto dell’Euribor comporterebbe un incremento della rata di circa 8 euro mensili nel primo anno.

Fortunatamente, le previsioni a medio termine sul mercato dei derivati sono abbastanza confortanti. Inoltre, stando alle proiezioni del Liffe di Londra sul futuro dell’Euribor, un aumento di 100 centesimi sul valore attuale non si verificherà prima del 2021.

 

L.S.

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