Impianti in edilizia, settore in crescita nel 2017

Nel 2017 gli investimenti nel settore dell’installazione di impianti in edilizia sono cresciuti del 5% rispetto al 2016.

E’ stato presentato in occasione dell’apertura di MCE – Mostra Convegno Expoconfort, il 4° Rapporto Congiunturale e Previsionale sul Mercato Italiano dell’Installazione Impianti in Edilizia. Il rapporto è realizzato da Cremse con la partnership di MCE, CNA Impianti, ANIMA e ANGAISA.

Secondo i calcoli del Cresme, nel 2017 gli investimenti effettuati dalla domanda finale ammontano a circa 60 miliardi. In questo dato sono inclusi i lavori sviluppati da imprese non specializzate e/o dal fai-da-te.  Il fatturato cumulato da industrie, distributori e installatori coinvolti è stato di oltre 118 miliardi di euro.

Il comparto coinvolge circa 200 mila unità locali e 750 mila addetti, distribuiti fra industrie e laboratori di fabbricazione, esercizi commerciali, installatori.  Lo scorso anno le industrie hanno visto crescere il loro fatturato del +7%. La distribuzione e le installazioni sono invece aumentate rispettivamente del +4% e del +5%.

“Gli impianti vedono crescere il loro peso anche nelle nuove costruzioni” spiega Lorenzo Bellicini, presidente del Cresme. Questo è dovuto “soprattutto al risparmio energetico e all’evolversi del comfort abitativo”. Gli impianti crescono anche grazie alla loro naturale obsolescenza tecnologica e ad un ciclo di vita ridotto rispetto ad altri materiali e componenti.

Nel corso del 2017 l’impiantistica ha assorbito il 46% delle risorse destinate all’edilizia. Questo ruolo di primissimo piano è dovuto soprattutto agli interventi di ammodernamento e manutenzione dell’esistente e di collocazione nei nuovi fabbricati. In questo modo si è determinata una dinamica di sensibile accrescimento del proprio peso all’interno delle costruzioni.

Un grande contributo a questa crescita è venuto dalla riqualificazione edilizia. Questo settore nell’ultima fase economica, ha infatti goduto di una migliore performance rispetto agli altri segmenti del mercato. Il quadro potrebbe però cambiare nei prossimi anni se il nuovo governo decidesse di eliminare o ridurre le detrazioni fiscali.

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