Istat: boom dei contratti a termine, ma calano gli occupati

Calo degli occupati nel terzo trimestre del 2018, diminuiscono soprattutto i contratti a tempo indeterminato.

Rispetto al trimestre precedente, tra luglio e settembre il numero di occupati è diminuito di 52.000 unità (-0,2%) .  Il dato migliora leggermente (+147.000 unità – +0,6%) se confrontato con il terzo trimestre del 2017. Lo rileva l’Istat nel report sul mercato del lavoro.

Il nuovo report dell’Istat evidenzia una sostanziale stabilità del tasso di occupazione (58,7%), gli occupati in Italia sono 23.255.000. L’andamento tendenziale mostra una crescita di 147 mila occupati, dovuta soprattutto ai dipendenti con contratto a termine e agli indipendenti.

A diminuire sono soprattutto i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato. Questi sono infatti diminuiti dello 0,7% rispetto al trimestre precedente e dell’1,5% (-222.000 unità) rispetto al terzo trimestre 2017.

Il tasso di disoccupazione diminuisce sia rispetto al trimestre precedente sia in confronto a un anno prima. Nel terzo trimestre è sceso al 10,2% con una riduzione di 0,5 punti rispetto al trimestre precedente. Rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, la riduzione è invece di 1,2 punti percentuali.

I numeri sono stati raccolti dall’Istat sulla base dei dati destagionalizzati sottolineando che è aumentato il tasso di inattività (al 34,5%, +0,4 punti). I disoccupati sono 2.653.000 con una riduzione sia congiunturale (-5,1%) sia tendenziale (-12,1%, pari a un calo di 332.000 unità).

Nel terzo trimestre del 2018 gli occupati a termine erano 3.112.000, il valore più alto dal 1992. Si è registrato un aumento del 2,4% (+74.000, dato destagionalizzato) rispetto al trimestre precedente e del 10,9% rispetto al terzo trimestre del 2017.

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