Biometria, gli italiani dicono addio alle password

Gli utenti scelgono sempre di più la biometria per l’autenticazione.

La biometria è utilizzata sempre più spesso per autenticarsi. Riconoscimento delle impronte digitali, dell’iride e della voce sono le tecnologie più utilizzate. Gli italiani sono i più propensi in Europa a rimpiazzare le password tradizionali con le nuove tecnologie di autenticazione biometrica.

Una ricerca globale realizzata da Ibm Security ha analizzato le tendenze dei consumatori rispetto a identità e autenticazione digitali. La ricerca è stata condotta online su un campione di 4.000 persone maggiorenni, residenti in Europa, Usa e Asia. Si evidenzia come i nuovi sistemi di autenticazione biometrica sono destinati a diventare sempre più diffusi. Tra i più utilizzati vi sono il riconoscimento del volto dell’iPhone X o delle impronte dei device di ultima generazione.

Dallo studio emerge come il trend viene trainato soprattutto dai Millenials, che percepiscono maggiore sicurezza da questo tipo di tecnologie. La continua evoluzione delle tecnologie e delle minacce informatiche mette a rischio i tradizionali metodi di accesso alle informazioni personali. Gli intervistati riconoscono i vantaggi che le tecnologie biometriche hanno nella protezione della propria identità digitale.

L’87% del campione dichiara che utilizzerà volentieri queste tecnologie in futuro. I Millennials sono già oltre le password tanto che il 75% non ha problemi con le soluzioni biometriche. Secondo gli intervistati per la maggior parte delle applicazioni viene attribuita alla sicurezza più importanza rispetto a privacy e praticità.

La biometria è destinata a diventare dominante e dato che i Millennial diventeranno la generazione più rappresentata, queste tendenze influiranno le aziende e il loro modo di fornire accesso a dispositivi e applicazioni.

Tra gli europei, gli italiani sono risultati coloro che più si sentono a proprio agio con le nuove tecnologie (79%). Il metodo più utilizzato sono le impronte digitali (74% contro il 67% degli europei). Seguono l’impronta della mano (62% vs 54%), riconoscimento facciale e vocale (53% vs 46%).

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