Il senso civico degli italiani nell’era della Globalizzazione

Globalizzazione, Internet e social media stanno portando a cambiamento irreversibili su economia, politica e informazione. Con una prevalenza di incertezza e disincanto degli italiani in vari ambiti della società. A rivelarlo è l’edizione 2018 dell’Osservatorio Ipsos e Comieco sul Senso Civico.

In un simile scenario in cui domina una forte contraddizione emotiva e una crescente sfiducia verso l’Altro, cresce l’individualismo e diviene sempre più un punto di riferimento la famiglia, core di valori, comportamenti e senso civico.

A livello europeo, tende a prevalere l’opinione che le singole nazioni debbano contare di più in Europa (79%), sebbene il sia 40% favorevole all’apertura del Paese alle imprese straniere e al commercio estero (soprattutto giovani e laureati), contro il 45% che ritiene necessaria una maggiore protezione.

Gli intervistati, invece, concordano sull’importanza di Internet come partecipazione diretta dei cittadini, soprattutto in politica, perché il web “avvicina” l’elettorato ai leader, rendendo tutto “noto e visibile”.
Per quanto riguarda i valori e il senso civico, invece, la socialità ristretta (famiglia, amici intimi) si conferma al primo posto delle priorità, evidenziando un crescente individualismo (37%) e familismo.
Famiglia che secondo il 63% del campione è il “luogo” ove si forma la propria personalità (63%) e la propensione al senso civico (60%), nonostante il 65% consideri la scuola il soggetto più idoneo a stimolare il civismo nelle giovani generazioni.
Tra le pratiche più diffuse per contribuire al benessere della società resta la raccolta differenziata, che da inizio 2000 a oggi risulta essere essere uno degli importanti indicatori di senso civico degli italiani.
Diverso è, invece, lo spaccato registrato da Ipsos e Comieco su Lombardia e Milano, dove il 72% antepone il bene della collettività a quello della famiglia e quasi l’80% crede che l’amore verso i propri cari non giustifichi azioni dannose verso terzi.
Altra differenza sostanziale è la fiducia verso l’Altro (50% contro il 45% dell’Italia totale) e sulla correttezza delle persone (60% contro 47%).
Nonostante i milanesi pensino sia in continua diminuzione il senso civico degli italiani, si considerano persone solidari e aperte verso i più bisognosi e contestano soprattutto corruzione (71%), evasione fiscale (50%) e assenteismo sul lavoro (48%), mentre considerano molto importante il corretto smaltimento dei rifiuti.

L.S.

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