Record per il mercato immobiliare, 11 miliardi di euro nel 2017

Quello appena passato è stato un vero e proprio anno d’oro per il mercato immobiliare italiano con un incremento del 95% nel settore logistico.

Il mercato immobiliare va a gonfie vele, con una crescita inarrestabile già dal 2016, e un 2017 che si è chiuso con ben 11 miliardi di euro di investimenti. Il comparto che ha registrato un vero e proprio boom è stato quello della logistica, con un incremento del 95%, e un volume d’affari di 1,2 miliardi. Il mercato immobiliare accelera in quasi tutti i segmenti di interesse, ad eccezione per quello dei centri commerciali che ha subito un lieve decremento. Relativamente a quest’ultimo indotto, la “pausa di riflessione” era attesa e nell’aria, visto lo sviluppo esponenziale degli ultimi anni, simile a quello degli anni ’70 e ’80 negli Stati Uniti.

Il trend positivo del mercato immobiliare nel Belpaese è la testimonianza della ripresa di fiducia nel “mattone” come strumento solido per far fruttare risparmi o dirottare fondi. La ripresa entusiasmante è stata trainata anche dagli ingenti capitali provenienti dall’estero, in particolare dai paesi arabi e dall’Asia. Ora tutti guardano al mercato immobiliare in una dimensione però più sostenibile, e con maggiore attenzione anche verso la regolarità e la legalità delle transazioni. Dal real estate made in Italy ci si aspetta grandi cose anche per tutto il 2018, stimando un aumento di immissioni finanziarie internazionali, addirittura superiore a quello dello scorso anno.

Nel 2017 circa il 70% degli investimenti nel mercato immobiliare “parlava” una lingua straniera, e lo stesso si prevede per il prossimo futuro. Rispetto alla bandiera a stelle e strisce, il tricolore questa volta ha fatto un balzo in avanti, con un mercato immobiliare in USA che resta momentaneamente fermo. Si continua a costruire sia per l’edilizia tradizionale che per i complessi produttivi e per le società. I business plan vengono sviluppati nell’ottica di dare valore aggiunto al tessuto sociale e commerciale dei territori, senza cementificazione selvaggia, in termini di integrazione tra strutture e paesaggio.

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