Mercati mergenti in crisi, cresce l’incertezza tra gli investitori

Timore e dubbio si insinuano nelle menti e nei “portafogli” dei trader internazionali a causa della sensibile fase di calo nei mercati emergenti.

Crescono paura e incertezza tra investitori e trader internazionali per la crisi dei mercati emergenti. I paesi più vulnerabili al momento sono Argentina e Turchia, ma la situazione non splende nemmeno in altre zone come L’Indonesia, il Sudafrica e le Filippine. Il timore più grande è quello del cosiddetto “contagio” che trascinerebbe giù anche le altre borse con effetto domino. In verità gli analisti già da tempo avevano previsto una possibile fase di stallo dei mercati emergenti, inizialmente attesa come una fisiologica evoluzione delle economie in crescita. Ad una fase più matura si è invece sostituita una condizione di letargo, con progressivo potenzialmente del dollaro nei confronti dei Governi che da questa moneta dipendono per debiti, transazioni e finanziamenti.

La parola d’ordine, per ora solo “bisbigliata” è vendere, uscire dai mercati emergenti prima che sia troppo tardi. Snocciolare alcune cifre può essere d’aiuto a far comprendere la proporzione dell’emergenza. Per cominciare i bond turchi denominati in dollari sono in ribasso di oltre il 15%, con la moneta nazionale, la lira turca, che ha perso circa il 25% dall’inizio del 2018. Non va meglio in Argentina dove il peso, moneta locale, è sceso del 33%, mentre i bond argentini, anche questi denominati in dollari, hanno perso più del 16%. Da aprile a settembre 2018 il dollaro ha incrementato il proprio valore di quasi l’8%, una condizione che mette molta pressione sui mercati emergenti.

Le soluzioni politiche applicate dai governi più direttamente coinvolti, allo stato attuale sono inadeguate e inefficaci, e non sono in grado di far fronte in maniera ottimale agli stress provocati dai problemi di liquidità. Ormai le evoluzioni della guerra commerciale sui dazi USA e l’inasprimento dei rapporti con interlocutori cinesi ed europei sta portando ad una situazione imprevedibile. Solo un attenuarsi dell’aggressività statunitense potrebbe riportare ad una condizione favorevole come accaduto all’inizio del 2016, quando i mercati emergenti hanno inaugurato la loro fase di ripresa.

 

 

 

 

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