Criptovalute, tra picchi, crolli e volatilità, cresce la “paura bolla”

Riflessioni e teorie sul fenomeno socioeconomico più singolare degli ultimi anni. Così le criptovalute seducono e spaventano investitori e istituzioni.

Il mercato delle criptovalute è giovane, volatile ed estremamente imprevedibile. Esiste da meno di dieci anni, ed ha mostrato un tasso di crescita senza precedenti. I Bitcoin, tanto per citare una delle più popolari, soltanto nel 2017 è passata da circa mille dollari a quasi ventimila. Altri nomi altrettanto noti di criptovalute sono Ethereum, Ripple, Stellar, Litecoin, NEO e Nem, che dal 2010 ad oggi hanno subito crolli tra il 50 e l’80%, per poi risalire e riguadagnare valore. Le borse tradizionali sono già abbastanza volubili, ma questo nuovo fenomeno socioeconomico batte tutti i record, tanto da mandare all’aria qualunque previsione.

Bastano pochi rumors e si genere immediatamente quello che viene definito panic selling, vale a dire la paura da parte degli investitori, che fa automaticamente scendere i prezzi. L’opinione degli analisti sulle criptovalute è spaccata, c’è chi pensa che nel futuro saranno addirittura le istituzioni a concentrare il proprio interesse, incrementando fiducia e solidità nel sistema. Altri temono che si possa trattare della nuova bolla speculativa, forse la più insidiosa e pericolosa di sempre. L’inizio del 2018 non è stato certo incoraggiante, a cominciare dall’annuncio di Facebook di non autorizzare la pubblicità delle criptovalute, per finire con il maxifurto di oltre 500 milioni di dollari di Nem subito da Coincheck, una delle più grandi piattaforme di contrattazione giapponese.

La risposta potrebbe essere lo sviluppo definitivo della tecnologia Blockchain, un’evoluzione crittografica che garantirebbe livelli di sicurezza e stabilità simile alle monete tradizionali come il dollaro o lo yen. Parallelamente allo scetticismo di massa vi sorge poi la questione dei consumi energetici. Il sistema utilizzato per emettere e gestire le criptovalute richiede infatti una potenza di calcolo enorme, superiore a quella assorbita da molte nazioni del mondo. Una singola transazione in Bitcoin ad esempio, necessita la stessa quantità di elettricità che potrebbe alimentare 10 case.

 

 

 

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