Advertising, l’Iran guida un mercato da oltre 2 miliardi di dollari

Crescita esponenziale degli investimenti nell’advertising per i prossimi tre anni, il paese mediorientale avrà un forte impatto sull’economia globale.

Sarà l’Iran a guidare il mercato dell’advertising nei prossimi tre anni, lo dichiara la società statunitense Zenith, specializzata nei servizi di gestione e consulenza per il settore pubblicitario. La company ha infatti stimato che entro il 2020 il paese mediorientale potrebbe raggiungere una quota di investimenti di oltre 2 miliardi di dollari. In un’economia sempre più affidata alle tecnologie e all’evoluzione digitale, l’advertising non è solo un comparto finanziario ma un canale di comunicazione e condivisione delle informazioni. Praticamente ogni genere di attività commerciale e professionale viaggia su questo vettore, raggiungendo qualunque cliente, committente, consumatore o soggetto interessato.

Zenith ha stilato una classifica delle trenta nazioni dove il segmento promotional strategy vivrà una vera e propria età dell’oro, nella sua Thirty Rising Media Markets. La lista è inserita nel consueto report quadrimestrale Advertising Expenditure Forecasts, una sorta di osservatorio che monitora costantemente e con regolarità ben 81 mercati pubblicitari a livello mondiale. Fino a gennaio del 2016 pesava molto il blocco dovuto alle sanzioni internazionali, ma la loro revoca ha dato un contributo decisivo alla reintegrazione dell’Iran su scala globale. Ciò ha attirato l’interesse di aziende e agenzie internazionali, dando una forte spinta all’advertising.

Nel giro di poco tempo sono confluiti grossi volumi di denaro, come nuova linfa che ha riattivato un sistema solo apparentemente fermo e in stallo. In appena 12 mesi la spesa dei “magnifici 30” di Zenith è salita più del 12%, una percentuale da capogiro se si considera che nel mondo l’advertising registra “soltanto” un +4% di incremento annuo. La prospettiva sulla lunga distanza è davvero interessante, vista anche la concorrenza praticamente inesistente dal punto di vista del media branding in aree geografiche come Africa e Asia del Sud. Questi dati evidenziano una situazione da tenere sicuramente d’occhio, con al centro il grande potenziale dinamico dei paesi emergenti.

 

 

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