Come sta mutando l’ambiente di lavoro?

Flessibilità, formazione in tempo reale, maggiore autonomia, senso di stabilità e possibilità di lavorare su progetti rilevanti. Negli ultimi anni l’ambiente lavorativo sta evolvendosi sempre di più e i datori di lavoro devono essere in grado di gestire queste tendenze.
Il recente studio Adp Research Institute Evolution of Work mostra un’analisi globale condotta su 2.000 dipendenti e datori di lavoro in 13 Paesi.

lavoroDallo studio emergono alcune preoccupazioni da parte di alcuni intervistati, che percepiscono questi cambiamenti come elementi in grado di mettere a repentaglio la sicurezza del posto di lavoro. Più dell’80% del campione si è dichiarato ottimista riguardo la possibilità di lavorare su progetti personalmente più rilevanti, mentre il 45% teme che automazione, macchinari moderni e tecnologici possano sostituire le persone nei lavori ripetitivi.
Tra gli altri risultati di questa analisi emerge che il 93% degli intervistati pensa di essere in grado di lavorare ovunque siano richieste le proprie competenze, e quasi il 60% è convinto che prima o poi verrà a scomparire il limite standard di età pensionabile. Mentre si evidenzia che le regioni con una popolazione più giovane sono inclini al cambiamento (nell’Asia-Pacifico, l’81% delle persone è entusiasta del cambiamento, contro il 59% registrato in Europa).
“I mutamenti tecnologici e culturali hanno sempre spinto in avanti le innovazioni nell’ambiente di lavoro, ma oggi stiamo assistendo a una trasformazione globale ancora più rapida e i datori di lavoro ne devono tenere conto. Per promuovere gli obiettivi di business e rimanere competitivi, i datori di lavoro devono consentire la flessibilità, sottolineare il fatto che la tecnologia sostiene, anziché ostacolare, la realizzazione delle carriere, e fornire la possibilità di coltivare gli interessi personali nel rispetto della mission aziendale”, ha dichiarato Dermot O’Brien, chief human resources officer di Adp.

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