Social Recruiter: la ricerca di personale 2.0. Senza bisogno di annunci

Nell’era dei social cambiano le relazioni, l’esperienza d’acquisto e il modo di ricercare il personale, che trasforma i selezionatori in Social Recruiter. Lo raccontano Anna Martini e Silvia Zanella nel loro libro “Social Recruiter. Strategie e strumenti digitali per i professionisti HR”.


Proprio così. Oggi gli addetti alla selezione del personale si relazionano direttamente online con i potenziali candidati, sviluppano la reputazione aziendale e sono sempre aggiornati, anche da un punto di vista tecnologico. E contattano i candidati prima ancora che questi rispondano a un annuncio. Perché il “candidato ideale” va intercettato ancor prima che si metta a cercare lavoro, spiegano le autrici.

Come spiegato nel libro, figura e competenze del selezionatore sono state completamente rivoluzionate con l’ingresso nel mercato del lavoro dei più giovani che hanno esteso la loro attività sui social media anche nella ricerca di un impiego, scardinando il vecchio ruolo delle Risorse Umane, spiega Martini.

Mentre qualche anno fa il recruiter era una professione a se stante e le competenze informatiche un plus, oggi queste costituiscono la vera skill della selezione 2.0. Il cui successo si basa sulla capacità di comunicare online e relazionarsi sui social con candidati, colleghi e clienti.

Una rivoluzione che accelera le tempistiche di selezione, riduce i confini tra le parti e consente anche di unire il recruiting al marketing: gli annunci diventano delle pubblicizzazioni dell’azienda, che deve presentarsi in modo da sembrare top of mind e, quindi, appealing per i candidati.

Gli addetti alla selezione diventano, quindi, Social Recruiter e anche Employer Branding. Secondo le autrici, i selezionatori devono considerare l’azienda come un vero social network e considerare i dipendenti come portatori di un patrimonio relazionale. Anche sui social. E trasformare quelli più carismatici, che hanno più like o follower, in “brand ambassador” per l’azienda stessa.

Per questo i Social Recruiter devono sapere utilizzare bene i social e sfruttarli per intercettare i candidati più adeguati, anche quelli non attivi, saper fare brand communication, essere elastici, curiosi e sempre aggiornati. Il che, in ogni caso, non svincola i candidati dal rendere il loro CV googlabile, curare la propria reputazione online, e lavorare costantemente al proprio personal branding.

L.S.

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