Selezione del personale, l’identikit del perfetto reclutatore

La figura dell’addetto allo screening dei candidati deve possedere particolari caratteristiche. Ecco i requisiti indispensabili di un buon reclutatore.

Durante un colloquio di lavoro il protagonista assoluto è il candidato, tuttavia anche il reclutatore ha un ruolo tutt’altro che marginale. La selezione del personale è un procedimento complesso e delicato, in cui devono incontrarsi a metà strada domanda e offerta. In ogni contesto il primo approccio è sempre il più difficile e traumatico, specialmente poi quando si tratta di presentarsi per attirare l’interesse di una nuova azienda. In un solo incontro entrano in gioco diversi meccanismi psicologici come aspettative, emotività e ansia, praticamente come un “primo appuntamento”. Dettaglio in più è quello di avere poco tempo a disposizione, dovendo quindi condensare le proprie esperienze nel giro di 20-30 minuti.

In questo scambio però il potenziale impiegato non è solo, ma deve avere a che fare con il reclutatore. Il responsabile delle risorse umane non è semplice spettatore che assiste ad una “performance”, ma deve essere parte attiva affinché il tutto funzioni bene. Un buon reclutatore deve infatti saper far emergere i tratti salienti di chi viene valutato, dimostrando partecipazione e coinvolgimento. L’ascolto è una componente essenziale dell’intervista, vale a dire il saper cogliere tutte le sfumature di ciò che viene detto, ma anche di quello che viene comunicato tra le righe. Altro requisito determinate del reclutatore è la professionalità, il mantenere cioè sempre una distanza formale e una correttezza costante con tutte le persone che gli scorrono davanti.

L’empatia e poi l’elemento chiave per entrare in sintonia con le persone, mettendole a proprio agio, e dandogli la possibilità di esprimersi serenamente in una circostanza di particolare stress. I collaboratori più validi spesso non riescono ad emergere per eccesso di timidezza o perché trovano un reclutatore apparentemente distratto e disinteressato. In estrema sintesi il selezionatore non è un nemico ma un “alleato”, che libero da ogni pregiudizio deve agevolare ogni candidato, arrivando poi a scegliere quello le cui caratteristiche personali e specifiche tecniche si incastrano meglio con le esigenze aziendali.

You May Also Like