Robot e lavoro, fattore umano a rischio ma solo per i bassi profili

L’89% delle aziende vede il rapporto tra robot e lavoro ancora a favore dell’uomo. L’intelligenza artificiale insidia però le risorse meno qualificate.

Il legame tra robot e lavoro si fa sempre più stretto con la costante evoluzione delle tecnologie digitali e dell’industria 4.0. Praticamente in ogni ambito e segmento aziendale o produttivo l’intelligenza artificiale, gli automatismi, in sostanza “le macchine” stanno affiancando o sostituendo le persone. Tuttavia la paura e lo scetticismo dell’inizio stanno facendo posto alla prospettiva di maggiore efficienza, confort e produttività. Il rapporto robot e lavoro non viene più visto con timore, ma come fonte di nuove opportunità per l’innovazione, per carriere e mestieri di ultima generazione.

Secondo uno studio effettuato dall’Associazione italiana per la direzione del personale (Aidp), per l’89% delle imprese l’uomo resterà sempre al centro e i computer non potranno mai prendere completamente il suo posto. Questa convinzione è maturata con il graduale cambiamento delle competenze all’interno delle società, con personale sempre più qualificato e in grado di utilizzare strumenti altamente sofisticati. Non importa quanto sia evoluta la coscienza elettronica, dietro ci sarà in ogni caso la mente umana e gestire i processi decisionali. Il binomio robot e lavoro può però diventare un elemento di disturbo nel caso delle mansioni più elementari, per le quali ora viene utilizzata manodopera poco specializzata.

Gli operai in fabbrica e tutti gli operatori che compiono attività manuali ripetitive nelle catene di montaggio, potrebbero essere eliminati del tutto. La notizia in realtà non sconvolge più di tanto in quanto è stato così fin dalla prima rivoluzione industriale. La partita robot e lavoro ora si gioca sul filo della maggiore competenza delle risorse, per cui sarà necessario acquisire nozioni e capacità differenti per potersi adattare e riconvertire al mercato del lavoro 4.0. Relativamente al sicuro sono ovviamente quelle figure dirigenziali e manageriali da cui prescinde il controllo di un’intera struttura, anche in quei casi però occorre essere al passo con i tempi e sapersi muovere con disinvoltura tra hardware e software.

 

 

 

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