Rapporto giovani e lavoro, oltre l’80% sogna ancora il “posto fisso”

Il binomio giovani e lavoro appare ancora troppo legato all’idea dell’impiego a tempo indeterminato, lo evidenzia uno studio realizzato dalla società Swg.

Si torna a parlare di giovani e lavoro, e mentre il secondo è sempre più orientato verso l’innovazione e la versatilità, i primi appaiono ancora legati al concetto del “posto fisso”. In un mondo di nuove professioni digitali, di cambiamenti alla velocità della luce, i ragazzi tra i 18 e i 24 anni desiderano la sicurezza di un impiego a tempo determinato. Il divario giovani e lavoro,  tra ciò che le potenziali risorse sognano e ciò che può essere realizzato produce una generazione di disillusi, di individui anacronisticamente attaccati ad un modello che è ormai quasi solo un retaggio del passato. La situazione giovani e lavoro è stata fotografata di recente da una ricerca effettuata dalla Swg.

La società triestina specializzata in ricerche di mercato ha rilevato che oltre l’80% dei candidati punta a un’attività che garantisca un futuro solido, seppur privo di sbocchi. Il coronamento delle proprie aspirazioni, la voglia di arrivare in alto, l’ambizione e lo spirito di iniziativa, sono stati annichiliti dalla comodità, dal non voler perdere il confort a cui si è ormai abituati. Il rapporto tra giovani e lavoro in Italia è ancora così conflittuale e per certi versi immaturo, anche forse per colpa di una classe dirigente e politica che “predica bene e razzola male”.

Non è tanto questione di pigrizia o di inerzia, ma di opportunismo, di timore di rinunciare alla certezza di una condizione serena, piuttosto che mettersi in gioco con il rischio di essere risucchiati dal tunnel della disoccupazione.  Se è vero che perdere troppe volte fa sentire dei perdenti, anche chi non riesce a realizzarsi nel trovare un’occupazione, prima o poi si persuade che non vi sia più soluzione. Giovani e lavoro sono mondi oggi più che mai lontani, separati dalle reali opportunità di accedere a mestieri adatti alle proprie capacità. Il posto fisso diventa così più seducente che mai, e poco importa se ci si “condanna” ad una vita senza progressioni e senza passi in avanti, perché qualunque cosa è meglio che niente.

 

 

 

 

 

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