Liberi professionisti e amministrazione locale: la pagella di ProntoPro

Non è facile essere dei liberi professionisti in Italia. Lo rivela una recente inchiesta condotta da ProntoPro.

Ai 5.000 liberi professionisti e ditte individuali iscritti a ProntoPro e residenti in tutte le regioni d’Italia è stato chiesto di dare la propria opinione riguardo le pratiche di amministrazione regionali e locali che hanno un impatto sulla loro capacità di avviare, gestire e far crescere la propria attività, esperimento un giudizio da 1 a 10.
Dalle risposte raccolte è emerso che gli abitanti del Trentino Alto Adige sono i più soddisfatti, con un punteggio medio di 5,35 per la propria Regione. Tuttavia, si rileva un diffuso malcontento sulla difficoltà di apertura di un nuovo business, con un punteggio medio nazionale di 3,49.
Se, da un lato, poi, i lombardi si sentono più a proprio agio quando pensano agli impegni da gestire in fase di apertura di una nuova attività, dall’altro, i molisani versano nelle condizioni peggiori (2,05).
Sul fronte delle infrastrutture indispensabili al lavoro, sulle comunicazioni relative ai bandi e sulle iniziative europee a sostegno di giovani, donne e l’imprenditoria in generale, invece, la Basilicata e il Molise si aggiudicano il giudizio più negativo, rispettivamente di 2,11 e 1,75, contro una valutazione media nazionale pari a 4.
Primeggia l’Emilia, invece, per il rispetto delle norme di tutela e sicurezza sul lavoro, con un punteggio di 6,44, mentre in Alto Adige e in Trentino si trovano i liberi professionisti e le ditte individuali più soddisfatti del confronto con la pubblica amministrazione in materia di dialogo con burocrazia e giustizia civile.
In ogni caso, , il 47,05% dei rispondenti sconsiglierebbe di sicuro l’avvio di un’attività in proprio in Italia, a fronte di appena il 10,50% che esorterebbe l’apertura della partita IVA.
Nonostante alcune note positive, nessuna Regione ha raggiunto la piena sufficienza, sebbene alcune abbiano accumulato più valutazioni positive: Valle d’Aosta (5,17), Lombardia (4,84), Emilia Romagna (4,73) e Friuli Venezia Giulia (4,61).
Di contro, si aggiudicano la maglia nera dei liberi professionisti le amministrazioni locali di: Basilicata (2,39), Molise (2,54), Sicilia (2,72), Liguria (2,92), e Calabria (2,96).
Dati ancora più sconfortanti se si considera che l’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di liberi professionisti.

L.S.

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