Lavori ben pagati ma che nessuno vuol fare

La disoccupazione è sicuramente un problema reale, tuttavia esistono diversi lavori ben pagati che malgrado ciò hanno poco “appeal” per i candidati.

Trovare un’occupazione non è certo impresa facile, nonostante ciò vi sono lavori pagati bene che riscuotono poco interesse, e che quindi difficilmente vengono scelti dai candidati. In tempo di crisi ci si dovrebbe adattare un po’ a tutto, pur di riuscire a collocarsi professionalmente, ma non è sempre così che vanno le cose.

I lavori ben pagati sono spesso mestieri manuali, piuttosto faticosi, che richiedono impegno e una certa attitudine all’adattamento. Spesso bisogna poi superare il preconcetto di svolgere un’attività che viene ritenuta più umile di quella svolta da un impiegato di concetto, magari in possesso di titoli come laurea o master. Di frequente questo tipo di lavori ben pagati, superano ampiamente la retribuzione media di un amministrativo, eppure permane una certa reticenza da parte di tanti giovani, a intraprendere percorsi alternativi alle classiche carriere di medico, avvocato, ecc.

Nell’era dell’Information Technology, il futuro è rappresentato da un ritorno al passato, con una rivalutazione di arti e mestieri artigianali, che oltre alla formazione dedicata, richiedono anche esperienza acquisita con l’apprendistato sul campo.

Tra i lavori pagati bene, che potrebbero sembrare anacronistici rispetto al contesto storico generale, vi è quello del falegname o ebanista. Questa attività non solo può essere svolta come libero professionista, ma è una figura particolarmente richiesta anche da molte aziende, in particolare quelle che possiedono segmenti produttivi nei settori dell’arredamento, degli infissi e serramenti, o dell’edilizia in genere.

Altro mestiere che pare non conoscere crisi è quello del panettiere, panificatore o fornaio. Le richieste sono abbondanti, sia nelle piccole imprese che nei grandi stabilimenti come pastifici. I guadagni discretamente elevati, però indubbiamente si tratta di una vita più sacrificata, soprattutto in termini di fatica e orari.

Ciò che si evince è la necessità di uscire dai soliti schemi mentali, per considerare possibilità differenti, e di operare una scelta a volte sofferta, ma decisamente più produttiva a medio e lungo termine.

 

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