Lavoro in nero: ogni anno evasi 108 miliardi di euro

In Italia sono 3,3milioni i lavoratori in nero, e ogni anno vengono evasi dal fisco 108 miliardi di euro. Lo rileva il focus del Censis Confcooperative “Negato, irregolare, sommerso: il lato oscuro del lavoro”, presentato a Roma a fine gennaio.

Il ricorso a lavoratori in nero porta alle aziende una riduzione del costo del lavoro di più del 50%. Con gravi conseguenze per il fisco del Paese e per le aziende concorrenti che operano in un regime di legalità.
Una scelta, quella del lavoro sommerso che, soprattutto, grava sui lavoratori stessi, il futuro dei quali si presenta affatto roseo, privo di coperture previdenziali, assistenziali e sanitarie.
A oggi, in Italia, l’evasione contributiva è pari a 10,7 miliardi e il salario medio orario sostenuto dalle imprese per retribuire un lavoratore un lavoratore irregolare corrisponde a 8,1 euro, pari a circa la metà dell’ammontare orario lordo di un lavoratore regolare dipendente (16 euro).
Dati persino più allarmanti riguardano il 2014, anno in cui il monte salariale irregolare ha toccato i 28 miliardi di euro, pari al 6,1% del valore complessivo delle retribuzioni lorde.
Accanto alle false cooperative che sfruttano più di 100.000 lavoratori, infatti, Confcooperative ha rilevato anche numerose false imprese di tutti i settori produttivi che offrono lavoro irregolare e sommerso a più di 3,3 milioni di persone.
A livello di comparto, in quello industriale si registra il divario maggiore tra retribuzione lorda oraria regolare e paga di un lavoratore irregolare (pari al 53,7% in meno).
Secondo classificato il settore dei servizi alle imprese (-50,3%), ove, peraltro, gli importi dei salari orari lordi“regolari” sono di base più alti rispetto alle altre attività economiche.
Si rileva una minore differenza, invece, in agricoltura, (35,7%), ove la retribuzione oraria è inferiore.
A livello di tasse e contributi, infine, il triennio 2012-2014 ha raggiunto una media annua di 107,7 miliardi di euro, di cui 97 riconducibili all’evasione tributaria e 10,7 a quella contributiva, legate soprattutto all’Iva, che sfiora i 36miliardi di euro, all’Irpef da lavoro e impresa, pari a 35 miliardi di euro, e all’Irap, che ha fatto registrare una mancata contribuzione di 8,5 miliardi.

L.S.

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