Decreto rinnovabili, gli incentivi previsti dal Ministero dell’Ambiente

Via libera al decreto rinnovabili 2018. Ecco tutti i dettagli, le modifiche e le indicazioni del MATTM per l’accesso e il calcolo degli incentivi fiscali.

Ai blocchi di partenza il decreto rinnovabili 2018 varato dal Ministero dell’Ambiente per il triennio 2018-2021, con un tetto disponibile di circa 250 milioni di euro relativamente ad investimenti ed incentivi. Tra gli obiettivi della manovra vi sono l’alleggerimento delle bolletta e l’implementazione dell’efficienza nella filiera di produzione, distribuzione e approvvigionamento. Il decreto rinnovabili è suddiviso in bandi di accesso con iscrizione al registro e procedura d’asta, suddiviso in tre gruppi principali:

 

  1. Fotovoltaico ed eolico
  2. Impianti idroelettrici e geotermoelettrici
  3. Impianti a gas residuati dei processi di depurazione, alimentati da gas di discarica e impianti eolici, idroelettrici e geotermoelettrici oggetto di restyling parziale o totale

Come indicazione generale inoltre potranno accedere agli incentivi gli impianti il cui potenziamento successivo sia inferiore ad un MW, quelli di nuova realizzazione inferiore a 1 MW e gli impianti ristrutturati di potenza inferiore a 1 MW. Per quanto riguarda gli impianti con una potenza maggiore a 1 MW il decreto rinnovabili stabilisce che gli incentivi sono accessibili tramite asta al ribasso. Di seguito e nel dettaglio la calendarizzazione dei bandi:

Primo bando 30 novembre 2018, 35 MW gruppo A, 20 MW gruppo B, 10 MW gruppo C

Secondo bando 30 marzo 2019, 35 MW gruppo A, 20 MW gruppo B, 10 MW gruppo C

Terzo bando 30 luglio 2019, 90 MW gruppo A, 20 MW gruppo B, 10 MW gruppo C

Quarto bando 30 novembre 2019, 90 MW gruppo A, 20 MW gruppo B, 10 MW gruppo C

Quinto bando 30 marzo 2020, 110 MW gruppo A, 20 MW gruppo B, 10 MW gruppo C

Sesto bando 30 luglio 2020, 110 MW gruppo A, 20 MW gruppo B, 10 MW gruppo C

Settimo bando 30 novembre 2020, 110 MW gruppo A, 20 MW gruppo B, 10 MW gruppo C

Il decreto rinnovabili prevede “tariffe a due vie”, per cui al produttore è riconosciuta una differenza se la tariffa spettante e il prezzo energetico della fascia zonale, in caso di divario negativo invece la differenza va restituita. Il decreto rinnovabili in più garantisce regimi di sostegno per i contratti a lungo termine, con mantenimento del meccanismo di controllo dei contatori e premi amianto per i moduli installati su edifici per i quali è stata effettuata la rimozione dell’eternit.

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