Fatturazione elettronica, oneri e incombenze per le aziende agricole

Rischio digital divide per le imprese del settore agroalimentare e zootecnico. La fatturazione elettronica vista da un comparto ancora troppo tradizionale.

Come già previsto nella legge di bilancio 2018 e per estensione a da quella 2019, la fatturazione elettronica è praticamente già una realtà. Da ora tutte le partite Iva, i professionisti e le attività interessate dovranno utilizzare un apposito sistema informatico che consente di inviare direttamente i dati all’Agenzia delle Entrate in formato XML. Come per ogni novità è fisiologico un periodo di assestamento per fare in modo che le aziende e i privati si abituino a questo adempimento, tuttavia vi è un settore in particolare che rischia di esserne penalizzato. Nel dettaglio si parla del comparto agroalimentare, che corre il pericolo di restare parecchio indietro nella rivoluzione della fatturazione elettronica.

Le associazioni di categoria hanno già da tempo acceso il dibattito paventando una sorta di allarme digital divide, per le piccole e medie imprese che avranno di certo notevoli difficoltà ad adeguarsi. Il panorama italiano del segmento enogastronomico, delle coltivazioni e della zootecnia è caratterizzato da una notevole frammentazione e dalla gestione familiare di tipo molto tradizionale. In quest’ottica appare poco probabile che il classico contadino o allevatore, magari di età avanzata, riesca a impratichirsi in poco tempo nell’uso degli strumenti tecnologici necessari per la fatturazione elettronica.

Nei casi più fortunati vi sono le nuove generazioni di figli e nipoti che contribuiscono a traghettare nell’era 4.0 l’agricoltura trasformandola da manuale a digitale. Anche in quest’ipotesi però restano però evidenti problemi logistici e geografici, poiché molto spesso le strutture si trovano in luoghi e in territori che non vengono serviti dalla banda larga, o dove qualunque tipo di connessione internet è scarsa o assente. Più volte le suddette organizzazioni hanno sottolineato come queste critiche vogliano essere solo un modo costruttivo per giungere ad una soluzione condivisa, e non certo un pretesto per sfuggire alla fatturazione elettronica e quindi evadere il fisco.

 

 

 

 

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