Evasione fiscale, cosa sono e come funzionano i controlli incrociati

L’Agenzia delle Entrate dispone di risorse all’avanguardia per effettuare verifiche a 360° sui contribuenti. L’evasione fiscale è sempre più rilevabile.

Tra le armi più efficaci nella lotta all’evasione fiscale vi sono i cosiddetti “controlli incrociati”, vale a dire verifiche approfondite che tengono conto di più aspetti della vita dei contribuenti. Anche l’Agenzia delle Entrate segue l’evoluzione e il progresso delle tecnologie informatiche, dotandosi di risorse all’avanguardia per identificare chi non paga le tasse. L’analisi specifica delle singole posizioni va molto al di là delle semplici dichiarazioni dei redditi, ed ha lo scopo non solo di combattere ma soprattutto di prevenire l’evasione fiscale. Nel mirino dell’Erario ci sono in particolare le partite IVA e gli esercenti, cioè i soggetti che potenzialmente hanno più facilità ad eludere le imposte.

Prima di tutto bisogna distinguere tra controlli formali e sostanziali: i primi sono determinati dai moduli inviati dai cittadini, i secondi vengono anche chiamati “di merito”, e hanno lo scopo di verificare le suddette dichiarazioni. Quest’ultimo caso riguarda i contribuenti tenuti sotto più stretto controllo, a  causa di precedenti, o per situazioni sospette da monitorare. Il terzo livello di accertamento per evasione fiscale è appunto il controllo incrociato, attraverso cui vengono raccolti e confrontati dati da conti correnti, note spese, flussi contanti, ecc. Viene preso in considerazione anche il tenore di vita effettivamente mantenuto, facendo scattare controlli al superamento del 20% rispetto a quanto ufficialmente dichiarato.

Un ruolo fondamentale nel combattere l’evasione fiscale lo ha “Serpico” (acronimo di Servizio Per i Contribuenti), un sistema informatico di ultima generazione, attivo H24, collegato ad un server attivo notte e giorno. Il cervello elettronico incrocia pagamenti, acquisti, movimentazioni bancarie, e segnala prontamente qualunque discrepanza nel comportamento dei soggetti sotto esame. Come già detto la tecnologia diventa sempre più una risorsa nelle mani dello Stato, un mezzo utilizzato non solo per punire, ma soprattutto per gestire con equità il peso fiscale. Una giusta ripartizione delle imposte è il primo passo verso una maggiore giustizia sociale e un miglior funzionamento delle strutture al servizio dei cittadini.

 

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