Emergenza smog. Legambiente: “No a misure tampone”

Continua l’ Emergenza smog in Italia, coinvolta, insieme ad altri 9 Paesi dell’Unione, nella riunione della Commissione europea sulle procedure di infrazione per la qualità dell’aria.

Emergenza che ha portato il Ministro dell’Ambiente Galletti a dover aggiornare la Ce sulle misure pianificate in materia di inquinamento atmosferico. Con il rischio che, se ritenute poco concrete o inefficaci, porteranno al rinvio alla Corte di Giustizia europea, con inevitabili e cospicue sanzioni per l’Italia.
Dura la risposta di Legambiente sull’ Emergenza smog nel Paese: “Non servono misure sporadiche, stagionali e poco efficaci nella lotta all’inquinamento, ma è urgente mettere in atto interventi strutturali e azioni mirate sia a livello nazionale che locale”, ha dichiarato Barbara Meggetto, Presidente di Legambiente Lombardia.
Sebbene –prosegue Meggetto- è giusto che le problematiche dello smog vadano affrontate a livello macroregionale, restano cruciali il ruolo e la responsabilità della Lombardia, da sola responsabile della metà “delle attività che pesano in maniera determinante sulle fonti d’inquinamento”, sia per le emissioni di origine industriale, sia per il comparto agricolo e zootecnico.
Pertanto, il cambiamento deve partire dalle aree urbane, ove occorre un diverso modo di vivere e pensare le città, con investimenti nella mobilità collettiva, nella riqualificazione edilizia, nel riscaldamento con sistemi innovativi, nel verde urbano, e nel settore agricolo.
Una rinascita urbana nella quale assume straordinaria importanza la revisione del PRIA – Piano interventi per la qualità dell’aria – che la Regione sta mettendo a punto, ha aggiunto Meggetto. Che sottolinea come il miglioramento riscontrato nell’ultimo quinquennio sia solo in parte dovuto alle misure messe in atto, mentre hanno inciso soprattutto condizioni atmosferiche e crisi economica.
Il che nulla toglie allo stabilire scadenze perentorie, come la progressiva messa al bando del diesel entro il 2025. Provvedimento che, ad oggi, risulta poco efficace, data la crescita dei veicoli diesel immatricolati e circolanti, nel 2017 cresciuti in Lombardia sia in valori relativi che assoluti, superando il 40% del totale. Incremento agevolato anche dai benefici fiscali che, nonostante le evidenze, ancora premiano questa motorizzazione in termini di costi di utilizzo.

L.S.

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