Comuni Ricicloni: in aumento i comuni virtuosi in Emilia-Romagna

Aumentano i Comuni Ricicloni in Emilia-Romagna, dove nella Provincia di Parma alcuni gestori hanno raggiunto con 4 anni di anticipo gli obiettivi fissati per il 2020 dal Piano Regionale dei Rifiuti.

Si è tenuto a Carpi a fine novembre scorso il convegno conclusivo della decima edizione regionale di “Comuni Ricicloni dell’Emilia-Romagna”, la storica iniziativa nata nel 1994 a livello nazionale, che ha premiato i migliori risultati ottenuti nel 2016 dalle amministrazioni comunali nella gestione dei rifiuti urbani.

I Comuni Ricicloni più virtuosi premiati durante il convegno sono: Mezzani (PR), Mirabello (FE), Rolo (RE), Novi di Modena (MO), Medolla (MO), Cavriago (RE), Carpi (MO), Fidenza (PR), San Giovanni in Persiceto (BO).

Durante il convegno sono state, inoltre, riconosciute delle menzioni speciali a Castelnovo ne’ Monti (RE) come miglior Comune di Montagna, a Castelvetro di Modena (MO) per la maggior raccolta differenziata della plastica, e a Casalecchio di Reno (BO) per la raccolta dedicata dei pannolini.

I risultati conseguiti dai Comuni Ricicloni premiati sono ulteriore conferma dei continui progressi fatti nella corretta gestione dei rifiuti in Emilia-Romagna, ove le amministrazioni sopra il 75% di RD sono cresciute da 41 dello scorso anno a 54, e i comuni che smaltiscono meno di 150 kg/abitante all’anno sono ben 64.

Tuttavia, nel corso della mattinata è stato analizzato lo stato di attuazione del Piano Regionale dei Rifiuti attraverso l’analisi degli obiettivi raggiunti sui singoli territori. Da cui è emerso che, nonostante i grandi risultati ottenuti dai Comuni Ricicloni, l’Emilia Romagna è una regione a due velocità.
Se da un lato, infatti, la diffusione della raccolta domiciliare e di una tariffazione puntuale hanno avvicinato la Regione al raggiungimento degli obiettivi del Piano, resta una grave disparità tra territori e gestori.
In particolare, sono in netto ritardo la Romagna e la provincia di Bologna e il bacino Hera, ove si smaltiscono più rifiuti della media regionale e si fatica a superare il 55% di raccolta differenziata.
Resta, infine, preoccupante la corsa agli impianti di smaltimento regionali per rifiuti speciali, con il rischio di una sovrabbondanza di offerta impiantistica.

Dossier integrale qui.

L.S.

 

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