Tutela ambientale, comprare in modo sostenibile per salvare il mare

Acquistare pesce in maniera consapevole può essere una strategia molto efficace per diffondere la cultura della tutela ambiente. Ecco come e perché.

L’80% delle risorse marine è sovrasfruttato, ignorando ogni forma di tutela ambientale. Il dato è riferito dal Wwf nell’ambito della campagna Fish Forward, un progetto su scala mondiale per la diffusione delle cultura e della politica della pesca ecosostenibile. Preservare la fauna e la flora che popola mari e oceani rappresenta un fattore fondamentale per la tutela ambientale globale, e tutto può essere migliorato a partire “dalla tavola”. Per troppo tempo le abitudini alimentari, frutto di scelte arbitrarie o pilotate da logiche della Grande Distribuzione Organizzata, hanno depauperato le riserve di pesce. Il risultato è uno sfruttamento troppo intensivo di poche qualità ittiche a discapito di altre, mettendo a rischio l’equilibrio dell’ecosistema marino e la biodiversità.

Si può porre rimedio a tutto questo cominciando a comprare pesce, e di conseguenza a pescare, in maniera più consapevole, prediligendo specialità locali, più varietà e incentivando le economie delle piccole comunità che da questo settore dipendono. La tutela ambientale passa per ciò che si mette in tavola ogni giorno o nel carrello della spesa quando si va al supermercato. Dirottando gli acquisti verso specie ittiche differenti dalle solite, non solo si aiuta il mare a ripopolarsi naturalmente, ma si evitano tipologie di alimenti che sono proprio le più contaminate da inquinamento e microplastiche.

Il piano di tutela ambientale portato avanti dal WwF non si limita a questo, estendendosi anche al comparto dell’allevamento ittico e della pesca effettuati secondo criteri di sostenibilità. Il circolo virtuoso si ripercuote positivamente a ritroso in tutti i segmenti della filiera, fino agli operatori che si occupano dell’inscatolamento, del trattamento e della pesca dei prodotto. Comprare pesce coscientemente e razionalmente può essere un aiuto prezioso per far regredire danni ed effetti ben presto irreversibili. L’educazione alimentare ed ai consumi diventa così la prima forma di prevenzione e di tutela ambientale.

 

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