Riciclo plastica, si calcola che su scala mondiale sia solo al 15%

Meno di un quarto di tutti i prodotti realizzati grazie a polimeri industriali viene trattato ai fini del riciclo plastica, percentuale su base globale.

L’Ocse rivela il sostanziale fallimento del riciclo plastica, un’attività a cui purtroppo viene destinato soltanto il 15% a livello mondiale. Il 25% dei polimeri industriali viene bruciato con termovalorizzatori o inceneritori, mentre il 60% gettato in discarica. Il risultato è la produzione di inquinanti e gas serra che danneggiano l’ambiente, specialmente in quei paesi dove le normative a tutela della natura sono inadeguate o non vengono fatte rispettare a dovere. La ragione del flop del riciclo plastica va ricercata in più fattori, collegati e concomitanti, un mix di comportamenti sociali scorretti, di cultura ambientale mancante e di motivazioni economiche.

Tutto parte dai costi necessari per poter svolgere un buon riciclo plastica, ancora troppo elevati rispetto a quelli necessari per realizzare nuovi prodotti in PET e HOPE (contenitori, oggetti, cavi, guarnizioni, scocche di apparecchi elettronici, ecc). Si produce 8 volte in più materiale rispetto a quanto se ne recupera, e nonostante la proporzione sia così squilibrata, risulta comunque molto più conveniente rifare da capo, piuttosto che ripartire da ciò che esiste già. Il riciclo plastica non solo è eccessivamente costoso, ma il procedimento in alcuni casi non è ancora abbastanza evoluto ed affidabile.

Vale a dire, quando un polimero viene trattato per essere riutilizzato, può accadere che restino tracce di sostanze nocive, quindi è improponibile che questa strategia venga adottata per oggetti di uso quotidiano. La tecnologia del riciclo plastica non è sufficientemente avanzata per separare i materiali e renderli innocui, così la strada più semplice resta mettere sul mercato nuovi prodotti. Accanto a queste motivazioni che stanno alla radice del problema, vi è anche la negligenza degli individui, sia a livello dei semplici utenti che degli interlocutori professionali. La tendenza a buttare tutto senza separare i rifiuti è diffusissima, nonostante la raccolta differenziata sia ormai una pratica introdotta da più di un decennio.

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