Inquinamento digitale, quanto incide la tecnologia sull’ambiente

Acquistare online o produrre dispositivi come Tablet, PC e Smartphone, ha sempre ripercussioni sull’ecologia. Lo studio sull’inquinamento digitale.

L’inquinamento digitale è quel fenomeno determinato dall’insieme delle emissioni CO2 prodotte quando si utilizzano o si creano risorse ICT (Information Comunication Tecnology). Ogni volta che si costruisce un PC, un Tablet o uno Smartphone, vi è un notevole dispendio energetico e un considerevole impatto sull’ambiente. L’inquinamento digitale poi non termina una volta che il device viene messo sul mercato, ma continua con il suo utilizzo e con il suo difficile smaltimento una volta che viene buttato perché obsoleto o rotto. L’incremento dei gas serra sta raggiungendo una velocità impressionante, tanto che si ipotizza un aumento del 15% entro il 2040.

Non è solo la “catena di montaggio” industriale a preoccupare, ma anche la filiera dei trasporti, e tutti i data center o server che vengono chiamati in causa nella circolazione dei dati. L’inquinamento digitale è tra quelli più allarmanti anche perché il settore IT al momento vede una scarsa percentuale di riciclo. L’estrazione di materiali rari come ittrio e lantanio contenuti in schermi e batterie, è uno degli aspetti più seri che determinano l’inquinamento digitale. Miliardi di utenti oggi sono costantemente connessi, per lavoro, svago o semplice ricerca di informazioni in rete. Tutto quello che appare impalpabile e virtuale ha invece un costo in termini di inquinamento digitale, per l’intervento di banche dati fisiche che fanno da ponte tra infrastrutture e persone a livello globale.

Negli ultimi anni al “conto” si è aggiunto l’aumento esponenziale dell’e-commerce, con necessario potenziamento in termini di logistica e di packaging. Più corrieri su gomma vogliono dire più sfruttamento di combustibili fossili, e più acquisti online vogliono dire più cartoni e imballaggi da smaltire. Su un totale di oltre 2 milioni di tonnellate di plastica prodotte, circa il 15% è dovuto proprio al commercio elettronico. Parallelamente a questi dati allarmanti si parla di fonti rinnovabili e di utilizzo di droni nella logistica, c’è da comprendere però quale futuro riuscirà a concretizzarsi prima.

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