Energia solare, Cina prima al mondo, si va verso l’ecosostenibilità

Cambio di rotta per il gigante asiatico con massicci investimenti  nell’energia solare. Obiettivo ridurre drasticamente l’inquinamento atmosferico.

Da principale emettitore di CO2 a primo produttore al mondo di energia solare, la Cina protagonista della rivoluzione eco-sostenibile. Fino a poco tempo fa il colosso asiatico aveva il triste primato di nazione con la maggior emissione di anidride carbonica e polveri sottili, superando addirittura gli Stati Uniti. Ora per fortuna la musica sta cambiando, grazie ad una rinnovata sensibilità dell’opinione pubblica, mista all’adozione di politiche ambientali efficaci e innovative. Già dal 2016 infatti il paese ha conquistato il primato planetario per l’energia solare, realizzando uno straordinario cambio di rotta. L’impegno del Governo è ridurre i livelli di inquinamento atmosferico entro il 2030, riportandoli ai livelli degli anni ’80.

È da allora che tutto ha avuto origine, vale a dire dal boom industriale, con un’incredibile urbanizzazione del territorio, e il moltiplicarsi esponenziale di fabbriche. Ciò ha catapultato il “dragone” sul podio delle principali potenze finanziarie, facendone la seconda economia mondiale. Per il bene del progresso e dello sviluppo, la Cina però ha barattato il “wellness” con il business, cioè la salute e il benessere con gli affari. Non è ancora tardi però per tornare indietro, lo dimostra l’enorme crescita di impianti ad energia solare costruiti nel giro di pochi anni. Nel 2020 oltre il 70% della popolazione sarà urbanizzata, quindi si impone l’utilizzo di risorse rinnovabili che soddisfino le esigenze di tutti.

Il primo grande passo “del gigante”, è stato fatto proprio credendo nelle potenzialità dell’energia solare, mettendo in piedi un parco di pannelli fotovoltaici che non ha eguali. Il nuovo piano strategico fa principalmente leva su tre manovre: l’implementazione dell’energia solare, il divieto di importazione dei rifiuti da altri paesi, e i provvedimenti sanzionatori verso le imprese meno virtuose. Nello specifico le aziende che produrranno più CO2 potranno scegliere tra pagare multe salate o acquistare quote di società che hanno inquinato meno, modificando quindi parte delle proprie dinamiche produttive e di gestione.

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