Il Codacons certifica le aziende impegnate contro lo spreco alimentare

Un “bollino” identifica ristoranti e imprese che adottano iniziative per ridurre lo spreco alimentare e i rifiuti, per una maggiore tutela ambientale.

Lo spreco alimentare in Italia è quantificato in circa 3 miliardi di euro all’anno. Principali attori responsabili sono l’industria agroalimentare, l’agricoltura e la ristorazione. Oltre a rappresentare una colossale perdita per l’economia, lo spreco alimentare si traduce anche in un serio danno per l’ambiente. In sostanza più cibo viene buttato via, maggiore è la quantità di rifiuti organici che vengono accumulati e che necessitano di essere smaltiti. Il Codacons ha ideato un “bollino”, vale a dire una certificazione per le aziende che adottano iniziative per la gestione razionale delle eccedenze, limitando gli scarti e favorendo piani di riciclo. Ridurre lo spreco alimentare non è solo una saggia politica imprenditoriale, ma è anche un preciso dovere civico, nell’ottica di allinearsi con la crescente cultura dell’ecosostenibilità.

Per mettere in moto questo “circolo virtuoso”, si comincia dalla corretta misurazione e dal monitoraggio di ciò che viene confezionato, venduto o consumato. In tal modo si possono ottimizzare le risorse già alla fonte, iniziando proprio dalla filiera di produzione. Il provvedimento coinvolge le grosse catene della GDO, i centri commerciali, i brand più noti dei fast food, fino alle più piccole componenti del comparto Ho.Re.Ca. Service. Limitare i materiali organici di risulta è il punto di partenza per abbattere anche le emissioni di CO2 e i costi di trasporto per la rimozione, il carico e lo scarico nelle zone di stoccaggio e di trattamento del ciclo dei rifiuti.

Occorre fare valutazioni periodiche, rilevando eventuali criticità, e attivando misure ad hoc nella prevenzione dello spreco alimentare. Il passaggio successivo è il riutilizzo, la ridistribuzione del surplus, migliorando criteri logistici e di conservazione. Il bollino anti spreco alimentare permette ai beneficiari di essere inseriti in un elenco consultabile sul web, accessibile sia dai dispositivi fissi (computer desktop) che da quelli mobili (Smarphone, Tablet, laptop e portatili). Le attività certificate saranno inoltre individuabili anche tramite geolocalizzazione, così da consentire agli utenti di raggiungerle più facilmente.

 

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