Odiare il proprio lavoro, meglio riflettere bene prima di lasciarlo

Dopo anni di routine può capitare di cominciare ad odiare il proprio lavoro, tuttavia spesso basta un piccolo break per ritrovare passione e motivazione.

Prima o poi nella vita a quasi tutti capita di odiare il proprio lavoro, c’è chi comincia praticamente da subito e chi manifesta segni di insofferenza solo dopo diversi anni. Quelli che fanno parte del primo gruppo sono gli individui che dopo un colloquio andato a buon fine iniziano ad occupare un impiego che credevano completamente diverso. Complici la fretta, la persuasione del recruiter o le informazioni non proprio approfondite sulle mansioni che si andranno a svolgere, nel giro di poche settimane, se non prima, si arriva ad odiare il proprio lavoro e avere voglia di mollare tutto.

Gli individui che invece appartengono al secondo gruppo, sono coloro che dopo un periodo decisamente lungo dietro la stessa scrivania, si sentono soffocare nel ruolo che stanno ricoprendo forse da troppo tempo. In entrambi i casi esistono delle soluzioni per evitare di prendere decisioni troppo affrettate, cercando magari di ritrovare motivazione e passione, invece che continuare a stare inerti ad odiare il proprio lavoro. Nel caso in cui si è commesso un errore di valutazione e ci si trovi in una condizione professionale in cui ci si sente inadeguati, si può ad esempio ragionare in prospettiva.

Il segreto è capire se esistono opportunità di trasferimento in altre divisioni, se ci sono sbocchi per altri incarichi, in sostanza tutto quello che può trasformarsi nel lasciapassare verso un’altra carriera diversa da quella di partenza. Odiare il proprio lavoro non è una condanna ma il sintomo di un malessere che può e deve essere superato. Quando invece la fase di stallo dura già da decenni può prevalere la paura di sperimentare cose nuove, e non di meno l’incertezza di ritrovarsi senza uno stipendio, dopo che ci si è assuefatti ad un particolare stile di vita personale o familiare. Anche in questa circostanza non c’è da disperarsi e rassegnarsi a continuare ad odiare il proprio lavoro per il resto della vita, può essere utile prendersi una pausa, rivedere le priorità, e tornare più carichi di prima.

 

 

 

 

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