Countdown per i Fondi UE, 1 programma su 3 non ha centrato il target

Ben 19 progetti operativi su 51 sono in ritardo sulla tabella di marcia, l’Italia rischia il disimpegno dei Fondi UE a Bruxelles. I dati dell’ACT.

Entro il 31 dicembre 2018 l’Italia deve presentare il rendiconto per l’impiego dei Fondi UE, ma su un totale di 51 programmi operativi ben 19 sono in ritardo sull’agenda. In caso di mancato rispetto delle scadenze e dei termini fissati da Bruxelles si rischia la restituzione dei capitali e il disimpegno delle risorse per le attività in corso. La media dei progetti che non hanno raggiunto il target è praticamente di 1 su 3, tra Fondi UE destinati a operazioni di competenza nazionale e regionale. A comunicare questi dati è l’Agenzia per la coesione territoriale (ACT), che dipinge un quadro estremamente diversificato e squilibrato. Da nord a sud vi sono programmi in stallo e altri che addirittura hanno superato abbondantemente il traguardo.

Le situazioni che presentano le maggiori criticità si concentrano nelle regioni meridionali, nello specifico i Fondi EU dedicati alla spesa sociale in aree come Calabria e Sicilia. Il rovescio della medaglia si trova al settentrione, con territori quali: Friuli Venezia Giulia, Toscana, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia che sono già al giro di boa. Tra i segmenti in cui sono stati meglio impegnati i Fondi UE vi sono l’ambiente, il clima, le rinnovabili e la mobilità sostenibile, con percentuali che sfiorano di poco il 70%. Relativamente all’informatizzazione e alla riduzione delle emissioni Co2 invece si tocca per un soffio il 50%.

Altra nota dolente è la diffusione della banda ultralarga, specialmente al sud. Una dei principali punti deboli su cui intervenire in maniera massiccia è l’inadeguatezza delle strutture amministrative nel gestire, organizzare, redigere e portare avanti i programmi in maniera efficiente. I Fondi UE spesso arrivano e poi stagnano tra rivoli di pratiche burocratiche e adempimenti troppo complessi per le risorse impiegate. Segnali positivi arrivano da aree geografiche come Molise e Abruzzo, è però necessaria un’accelerazione notevole per scongiurare il disimpegno dei capitali da parte dell’Unione Europea.

 

 

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