Competizione sul lavoro, come gestirla per migliorare la produttività

Un sano confronto con i colleghi può stimolare la motivazione e diventare un’opportunità di crescita. Consigli per sfruttare la competizione sul lavoro.

La competizione sul lavoro è una delle fonti più comuni di stress e tensione, tuttavia se sfruttata nel modo giusto può diventare un fattore determinante per la crescita personale e per la produttività dell’azienda. Ci si può ritenere in gamba quanto si vuole, ma non si può mai misurare davvero il proprio valore se non ci si mette alla prova accanto ad altri individui. Il confronto, quando è sano e nobile, è l’occasione per migliorarsi, per conoscersi di più, per scoprire quali sono i propri punti deboli e mettere in luce quelli di forza.

In molti casi purtroppo la competizione sul lavoro diventa motivo di disagio, generando astio e risentimento, mentre dovrebbe essere accolta come la spinta per ritrovare la motivazione forse troppo a lungo sopita. Ecco alcuni suggerimenti per utilizzare la competizione sul lavoro a proprio vantaggio, trasformandola nel carburante per eccellere:

Manifestare lealtà e correttezza. Anche tra “nemici” ci può, anzi ci deve essere rispetto. Non bisogna mai dimenticare che non c’è nulla di personale, in questo modo tutto scorrerà automaticamente, stimolando efficienza e creatività.

Avere il giusto atteggiamento mentale. Davanti ad una minaccia le reazioni più istintive sono fuga o attacco, e anche nel caso della competizione sul lavoro le soluzioni sono principalmente due. La prima è reagire passivamente, facendosi logorare dall’invidia, la seconda è agire mettendo da parte l’insicurezza, credendo nelle proprie capacità e cominciando a lavorare su se stessi.

Focalizzare il giusto obiettivo. Quando si parla di competizione sul lavoro uno degli elementi fondamentali è trovare un perché valido che guidi l’intero percorso. Se lo scopo è “distruggere l’avversario con ogni mezzo” si parte già sconfitti. Bisogna solo tenere presente il traguardo, lavorare con impegno per raggiungerlo e dare il massimo nel tentativo di arrivarci per primi.

Riconoscere i meriti. Nel caso in cui si esca sconfitti da una gara è inutile riversare delusione e collera sul vincitore, più salutare accettare che l’altro si è battuto meglio e dargliene atto con umiltà. Un modo costruttivo di vedere la cosa è capire in cosa si può migliorare ed allo stesso tempo rendersi conto di cosa si è capaci quando ci si mette davvero di impegno.

 

 

 

 

 

 

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