Antitrust: multa da 3milioni di euro a Whatsapp

A seguito delle due istruttorie avviate a ottobre 2016 per presunte violazioni del Codice del Consumo da parte di Whatsapp, l’ Antitrust ha sanzionato la Società con una multa da 3milioni di euro per aver “di fatto indotto gli utenti di Whatsapp Messenger ad accettare integralmente i nuovi termini di utilizzo, in particolare la condivisione dei propri dati con Facebook, facendo loro credere che sarebbe stato, altrimenti, impossibile proseguire nell’uso dell’applicazione”.

AntitrustDalla prima istruttoria sarebbe, infatti, emerso che il servizio di messaggistica istantanea più diffuso al mondo avrebbe richiesto agli utenti l’accettazione dei nuovi termini di utilizzo insistendo “sulla necessità di tale accettazione, entro 30 giorni, a pena di dover interrompere la fruizione del servizio”, senza evidenziare la “possibilità di poter negare il consenso alla condivisione dei dati con Facebook”.

In una nota, l’ Antitrust, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato fa, inoltre, riferimento alla “pre-selezione dell’opzione” di negare il consenso e al contempo alla “difficoltà di poter esercitare concretamente tale opzione una volta accettati integralmente i termini”.

Nella seconda istruttoria, invece, avviata per presenta “vessatorietà” di alcune clausole del modello contrattuale sottoposto all’accettazione dei consumatori, l’Autorità avrebbe accertato la discrezionale poca chiarezza di alcune disposizioni dell’app di instant messaging.

Nello specifico, l’ Antitrust avrebbe ritenuto troppo generiche le disposizioni sulla facoltà di modifiche unilaterali del contratto da parte della Società, il diritto di recesso stabilito unicamente per il Professionista, le esclusioni e le limitazioni di responsabilità a suo favore e il diritto di non consentire più all’utente l’accesso/utilizzo dei servizi, senza prevedere un diritto simile per il consumatore.

Le due cose, sommate, si aggiungono alla nube di sospetti di condivisione scorretta dei dati appartenenti a WhatsApp e Facebook, al cui centro i due social sono da tempo.

Cui, peraltro, si aggiunge anche la clausola che prevede la possibilità di interruzioni del servizio a totale discrezione di Whatsapp, senza motivo né preavviso, “troppo unilaterali” e a favore della Società sugli utilizzatori.

Accuse cui un portavoce della Società avrebbe risposto che “l’azienda rispetta la legge ed è pronta a rispondere a tutte le domande che l’Autorità le rivolgerà”.

L.S.

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