Voucher: allarme precarietà nel turismo secondo la Filcams Cgil

In vista delle maggiori opportunità occupazionali con l’arrivo della stagione estiva, il Governo ha recentemente reintrodotto lo strumento dei Voucher. Che secondo la Filcams Cgil non fanno altro che favorire la precarietà. Vediamo perché.
Una vera altalena quella dei “buoni lavoro” in Italia. Dopo, infatti, i 3milioni di firme raccolte dalla Cgil per promuovere un referendum di abrogazione, seguito dall’eliminazione dei Voucher da parte del Governo per evitare la consultazione popolare, tramite un emendamento della ”manovrina” sui conti pubblici i “buoni lavoro” sono stati reintrodotti. Senza sostanziali modifiche.
Una manovra atta a favorire il mercato occupazionale durante l’estate dato l’ingente aumento dell’offerta, soprattutto nel settore Turismo, a dire del Governo. Che, tuttavia, non trova la stessa interpretazione agli occhi del Sindacato, secondo cui aggravano ulteriormente il settore, già provato dagli interventi legislativi degli ultimi anni.
I Voucher nascono come forma di pagamento delle prestazioni di lavoro per combattere il lavoro in nero. Tuttavia, il loro utilizzo non prevede l’instaurazione di alcun rapporto di lavoro, eludendo diritti e tutele dei Contratti Collettivi Nazionali di settore, spiega la Filcams.
In effetti, chi viene retribuito in Voucher non ha diritto a ferie, permessi, tredicesima e quattordicesima, straordinari e tfr. Inoltre, il lavoro accessorio non dà diritto alle prestazioni a sostegno del reddito dell’INPS, quali disoccupazione, maternità, malattia, assegni familiari ecc., mentre viene riconosciuto ai soli fini del diritto alla pensione.
Un Voucher ha un valore nominale di 10euro, di cui 7,50euro spettano al prestatore d’opera come compenso minimo orario. Con un tetto complessivo di 7000euro netti (pari a 9.333euro lordi) per anno civile –ovvero dal 1°gennaio al 31dicembre, con riferimento alla totalità dei committenti. Per ciascuno dei quali il prestatore d’opera può lavorare nell’anno civile sino a percepire un massimo di 2.020euro netti (2.693lordi), sempre restando entro il limite complessivo di 7mila netti. Che, qualora superato, obbliga il committente ad assumere il prestatore con un contratto di lavoro a tempo indeterminato.
Una legge, quella sul lavoro accessorio, nata per regolarizzare il mercato del lavoro nero, ma che, di fatto, prosegue la Filcams, con la reintroduzione dei Voucher fomenta precarietà e irregolarità occupazionale.
L.S.

 

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