Il sondaggio di SWG per Greenpeace: gli italiani hanno troppi vestiti

Gli italiani hanno troppi vestiti. A caro prezzo. Non solo per il portafoglio. Lo rivela il sondaggio di SWG per Greenpeace, che ci ritrae come un popolo di consumatori di abiti. Che, di fatto, non consumiamo. Rischiando di compromettere il futuro del pianeta.sondaggio di SWGCondotto su un campione di 1000 persone della fascia 20-45, il sondaggio di SWG rileva che una persona su due possiede più abiti di quanti ne necessiti, e il 46% capi mai indossati, talvolta persino ancora con l’etichetta.

L’acquisto superfluo di vestiti, scarpe e accessori è diffuso soprattutto nell’universo femminile e al Sud e, fortunatamente, decresce all’aumentare dell’età.

Sono varie le ragioni dello “shopping compulsivo”: noia(54%), anti-stress(48%), un’esigenza senza cui ci sentiremmo “persi e annoiati”(41%). Ciononostante, il 33% si sente “ancora più vuoto” dopo spese folli, forse perché un italiano su quattro va oltre budget quando fa compere.

Altro dato interessante riguarda il “path purchase”, cioè cosa spinge all’acquisto. Il 44% delle donne e il 50% degli intervistati al Sud è invogliato dai consigli di moda su Facebook o Instagram. Tre persone su quattro considerano le promozioni una “tentazione irresistibile”, mentre al 61% basta un outfit visto per strada a spingerlo in cassa.

Ciononostante, il 43% degli uomini e il 41% delle donne ha “almeno qualche volta” tenuto nascosto agli altri i propri acquisti: per il prezzo troppo alto(16%), per non farsi fare i conti in tasca(13%), per privacy(10%), per paura di giudizi(10%).

Complessivamente, il 20% degli shopping addicted non riesce a stare più di una settimana senza compere, vive perlopiù al Nord-Ovest e al Sud, ha 30-39enni e, nonostante un livello d’istruzione inferiore alla media, un reddito tra i 2.000 (personale) e i 2.500euro (famigliare).

Di è certo vi è che, se i risultati del sondaggio di SWG si perpetueranno, negli anni a venire il pianeta sarà sommerso da rifiuti tessili. La cui produzione è tra le più inquinanti al mondo dato l’impiego massivo di fibre sintetiche derivanti dal petrolio.

Sarebbe forse il caso di chiederci (e risponderci sinceramente): “Ne ho davvero bisogno?”.

Per visualizzare il sondaggio cliccare qui.

L.S.

Ti potrebbero interessare anche:

Bitnami