Moda maschile, 2016 chiuso in positivo

2016 positivo per l’industria della moda maschile italiana.

La moda maschile italiana ha chiuso con saldo positivo l’anno 2016. Il settore ha fatto registrare una crescita dell’1,2% e un fatturato che si attesta sui 9 miliardi di euro. I dati sono stati diffusi da Sistema Moda Italia in occasione dell’inaugurazione di Pitti Uomo 92.

Models display creations as part of Giorgio Armani Fall-Winter 2013-2014 Menswear collection on January 15, 2013 during the Men's fashion week in Milan.   AFP PHOTO / TIZIANA FABI        (Photo credit should read TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)
Models display creations as part of Giorgio Armani Fall-Winter 2013-2014 Menswear collection on January 15, 2013 during the Men’s fashion week in Milan. AFP PHOTO / TIZIANA FABI (Photo credit should read TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)

Lo scenario del mercato ha visto esportazioni più vivaci di quanto prudenzialmente stimato. Di contro si è registrato il ‘sell-out’ sul mercato interno, dove si è verificato un calo di maggior entità rispetto a quanto previsto, compensando così il dato medio.

Le esportazioni mantengono un ruolo fondamentale per il mercato della moda maschile. Grazie ad una crescita del +2,4%, l’export si porta sui 5,8 miliardi di euro. Il fatturato estero, trainato da confezione e maglieria maschile, sperimenta una crescita del +6% circa rispetto al primo bimestre 2016. Nei primi mesi del 2017 le esportazioni maggiori sono state verso Germania (+8,3%), Regno Unito (+24,8%) e Spagna (+10,5%). In ambito extra-Ue spingono Hong Kong (26,8%) e Corea del Sud (39,4%) ma anche Giappone (+9,2%).

Andamento negativo per quanto riguarda l’import. Come per la maggior parte dei comparti dell’abbigliamento-moda, si rileva un rallentamento delle importazioni dopo un biennio di crescita sostenuta. L’import si riporta quindi sui livelli del 2015, per un totale di circa 4 miliardi.

Lo scorso anno il settore ha sperimentato un miglioramento del saldo commerciale, che si porta a poco meno di 1,8 miliardi di euro, con un guadagno di 135 milioni.

“L’industria della moda è una risorsa fondamentale del Paese, e il Governo continuerà a sostenerla”. Questa quanto affermato da Ivan Scalfarotto, sottosegretario allo Sviluppo economico con delega al commercio internazionale e dell’attrazione degli investimenti esteri.

Scalfarotto ha assicurato l’impegno del tavolo nazionale della moda, sui terreni della sostenibilità, formazione, passaggio generazionale e consumi dei Millennials.

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