Mezzogiorno: crescono gli occupati ma cala il reddito

Cresce l’occupazione nel Sud Italia. Nel 2016 gli occupati sono aumentati dell’1,7%.

Secondo dal Rapporto Svimez 2017, nelle regioni meridionali l’anno scorso gli occupati sono aumentati di 101 mila unità. Dal rapporto emerge che il centro settentrionali hanno recuperato integralmente la perdita di posti di lavoro avvenuta durante la crisi.

lavoroNelle regioni meridionali la perdita di occupazione rispetto all’inizio della recessione è ancora pari a 381 mila unità. Nel 2016 il Mezzogiorno ha però consolidato la ripresa registrando una performance per il secondo anno superiore rispetto al resto del Paese. Le previsioni per il 2017 e il 2018 confermano che il Sud Italia sarà in grado di agganciare la ripresa.

La ripresa non è però omogenea nelle regioni e nei differenti settori. L’industria meridionale è ripartita e il lavoro è aumentato. Ciò che si è abbassato sono però le retribuzioni. Crescono inoltre i contratti di lavoro di part time (involontario).

Nonostante le politiche di sviluppo territoriale positive rimangono le difficoltà delle imprese del Sud ad accedere agli strumenti di politica industriale nazionale. Nonostante la misura “Occupazione Sud” abbia incentivato oltre 90 mila rapporti di lavoro nei primi 8 mesi del 2017, il tasso di occupazione nel Sud Italia è ancora il più basso d’Europa. Il Governo nell’ultimo anno ha avviato due interventi fondamentali: le ZES e la “clausola del 34%” sugli investimenti ordinari.

Secondo il rapporto, nel 2016 10 meridionali su 100 risultano in condizioni di povertà assoluta. Il rischio di cadere in povertà è triplo al Sud rispetto al resto del Paese. Nelle due regioni più grandi, Sicilia e Campania, sfiora il 40%.

Alla fine del 2016 il Mezzogiorno ha perso 62 mila abitanti. Il saldo migratorio totale del Sud continua a essere negativo e sfiora le 28 mila unità. Inoltre, il pendolarismo nel Mezzogiorno nel 2016 ha interessato circa 208 mila persone. 54 mila si sono spostate all’interno del Sud, mentre 154 mila sono andate al Centro-Nord o all’estero. L’aumento di pendolari spiega circa un quarto dell’aumento dell’occupazione complessiva del Mezzogiorno (101 mila lavoratori nel 2016).

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