Google e il fisco italiano: anche i giganti del web pagano le tasse

Siglato un accordo tra Google e il Fisco italiano per 306milioni di euro. La somma, che sarà corrisposta dal gigante del Web per porre fine a delle controversie fiscali risalenti a qualche anno fa, segna un’importante tappa verso la regolamentazione della difficile tassazione dei servizi online.

GoogleAnche i colossi della rete pagano le tasse. Incredibile ma vero. L’accordo concluso tra Google e l’Italia segna un “passo avanti fondamentale nella strategia di lungo periodo” che l’Italia sta percorrendo, il commento di Rossella Orlandi, Direttrice dell’Agenzia delle Entrate.

Secondo Orlando, l’aver pattuito con Google una somma “compensativa” di 306milioni di euro è un “risultato straordinario”.

Oltre all’ingente valore dell’importo di per sé che rientrerà nelle casse dello Stato, l’operazione ha, soprattutto, una valenza simbolica di rilevanza storica per gli anni a venire.

La vittoria dell’accordo sta proprio nell’essere riusciti a instaurare un dialogo con il gigante della Rete, che si è impegnato ad attivare una procedura di ruling che rispetti le normative Ocse sulla tassazione dei prodotti provenienti dall’Italia.

Le controversie cui la somma si riferisce risalgono alle indagini fiscali condotte dall’Agenzia delle Entrate tra il 2012 e il 2015, ma l’elemento più importante è la direzione in cui va il cammino intrapreso. Se, infatti, la tassazione dei servizi online è un tema molto difficile da legiferare poiché “sconnesso” da un territorio in particolare, è altresì vero che l’economia digitale ha ormai un valore superiore dell’industria materiale.

Il terreno legislativo del web è tuttora molto controverso poiché le tasse vengono versate legalmente in alcuni Paesi, i più vantaggiosi, a discapito di altri. Anche per questa ragione l’adozione di una web-tax sarebbe pressoché inutile se confinata a un solo Paese. Mentre sarebbe auspicabile un accordo internazionale, che tuteli tutti i Paesi senza privilegiarne alcuno.

Proprio come in quello tra il Fisco italiano e i colossi Google e Apple o la la nuova legge sull’intermediazione online. Curiosamente, l?italia è il Paese che ha fatto più passi avanti in tal senso, sia per recuperare il “vecchio” sia per il “nuovo”, ovvero “il reddito che deriva dall’imponibile prodotto nel Paese”.

Concorda con la Direttrice anche il Ministro Padoan: occorre lavorare verso un “regime più stabile, chiaro, trasparente. A livello nazionale e internazionale”.

L.S.

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