Emergenza idrica: il software “rileva-perdite” dei ricercatori della Bicocca

Esiste una soluzione per sopperire all’ Emergenza idrica. Lo assicura il software sviluppato dal team di ricercatori guidato dal Professor Francesco Archetti e da Antonio Candelieri, ricercatore di informatica del Dipartimento di Informatica, sistemistica e comunicazione dell’Università di Milano-Bicocca. Un sistema che consente una gestione degli acquedotti più efficiente e sostenibile.

Il sistema elaborato rileva le perdite occulte nelle reti urbane di distribuzione dell’acqua attraverso la combinazione di tre tecnologie: i dati di monitoraggio della pressione e della portata d’acqua, la simulazione idraulica e gli algoritmi di analisi dati.

Più precisamente, il software simula un certo numero di perdite, diverse per posizione e gravità, per ciascuna delle quali dei sensori collocati sulle reti fisiche dell’acqua memorizzano le variazioni di pressione e portata. I dati rilevati vengono poi analizzati con un algoritmo in grado di identificare le situazioni più simili a quelle reali e di localizzarne la posizione.

Il software del team di Archetti e Candelieri è già stato testato sia in Italia, a La Spezia e a Milano, sia in Europa, a Timisoara, in Romania. Per validare la procedura, sono state create delle perdite controllate, aprendo degli idranti in posizioni sconosciute, sicché da verificare che il sistema fosse effettivamente in grado di localizzarle.

Per i gestori degli acquedotti e gli operatori del settore del monitoraggio della rete idrica il software è già disponibile tramite un servizio web. Il suo utilizzo consentirà, quindi, di sopperire all’ Emergenza idrica grazie alla riduzione di tempi e costi per una localizzazione puntuale sul campo, comportando una notevole diminuzione degli sprechi e della pressione nelle reti idriche.

Tuttavia, spiegano Archetti e Candelieri “Il risparmio possibile di acqua dipende dalla situazione specifica, in particolare: età dell’infrastruttura, densità abitativa e strumenti di monitoraggio disponibili”. In ogni caso, proseguono i due ricercatori, un “intervento coordinato di gestione della pressione, interventi sulle tubature e gestione efficiente dei dati, in particolare per la ricerca perdite, possono portare a risparmi intorno al 30-40 per cento con vantaggi significativi anche sull’energia consumata”.

L.S.

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