Cna: il turismo culturale vale un terzo del Pil turistico

Cresce in Italia il turismo esperienziale: secondo un’indagine del Centro Studi del Cna, la Confederazione Nazionale dell’Artigianato della Piccola e Media Impresa, il turismo culturale vale un terzo del Pil dell’intero settore, con una spesa media giornaliera dei visitatori stranieri di 90 euro, 10 punti in più di quelli nazionali.

Turismo culturaleSecondo le stime del Cna il turismo culturale dal 22 aprile al 1° maggio porterà 610milioni di euro alle Casse dello Stato, in aumento del 3,5% rispetto al 2016, con un’incidenza crescente del turismo esperienziale delle tradizioni locali quali “partecipare alla vendemmia, cucire un vestito da sogno in un’antica sartoria, mozzare la pasta filata dal latte di bufala o andare a caccia di tartufi con un esperto”.

Se il 60% dei turisti si lascia guidare dal palato, per il 40% l’elemento più importante nella scelta della località rimane il territorio, mentre per il 35% l’organizzazione dei servizi e l’accessibilità, trasformandosi da consumatori a esploratori del turismo culturale.

Tra le tappe più appealing laboratori artigiani e botteghe enogastronomiche (25%). In seconda posizione (20%) prodotti da forno e pasticceria. Terze (15%) le paste, seguite da miele, conserve, salse e marmellate.

Il 40% che sceglie il grande artigianato predilige il settore dei manufatti in metallo, vetro e ceramica (35%), seguito poco sotto da abbigliamento e ricami (30%). In misura minore i prodotti in cuoio e pelle (15%), oggetti e arredi in legno (10%) e altri prodotti artigianali (10%).

Dall’indagine emerge, infine, che il 45% dei turisti pianifica le proprie vacanze in totale autonomia, senza vincolarsi alle offerte e, anzi, organizzandosi spesso last minute, secondo le disponibilità economiche. Di questi il 40% programma tragitti e pernottamenti online, mentre solo il 15% opta per pacchetti vacanza.

Mare e montagna pari classificati con il 35% dei turisti, mentre il 30% opta per mete di turismo culturale.

A livello di macroaree geografiche, il 25% dei visitatori si dirige nel Nord Ovest del Paese (+5% sul 2016), il 20% preferisce il Nord Est (+4%), mentre il 15% vola in Sardegna e Sicilia (+2%).

L.S.

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