Jobs act autonomi: deducibilità 100% per la formazione professionale

Il Parlamento ha approvato in via definita il DDL che prevede la deduzione integrale delle spese di formazione professionale.

Con 158 voti favorevoli, 9 contrari e 45 astenuti il Senato ha dato il via libera definitivo al disegno di legge su lavoro autonomo e smart working, che prevede la deduzione integrale delle spese sostenute per corsi di formazione e di aggiornamento professionale.

donna-computer-lavoroA definire la deducibilità delle spese di formazione e accesso alla formazione permanente è l’articolo 8 del Ddl n. 2233-B. La deducibilità delle spese è stata aumentata dal 50% al 100% ma è stato introdotto il limite annuo di 5.000/10.000euro.

Rientrano tra le spese completamente deducibili quelle per corsi di aggiornamento (obbligatori o facoltativi), master, convegni o formazione a distanza. Integralmente deducibili anche i costi di servizi di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all’auto-imprenditorialità, spesa annua massima 5.000euro.

Sono escluse dalla deducibilità totale le spese di viaggio e di soggiorno. Rimangono deducibili al 75% le spese inerenti vitto ed alloggio ed al 50% quelle per il viaggio. Questi costi non possono comunque superare il 2% dell’ammontare dei compensi dichiarati nell’anno.

Tra le norme approvate è prevista la deducibilità dei premi per polizze assicurative facoltative. Gli oneri sostenuti come garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo saranno deducibili nella misura del 100%.

Confermata, anche, la parificazione dei lavoratori autonomi ai piccoli imprenditori ai fini dell’accesso ai fondi europei, nazionali e regionali.

Per quanto riguarda i collaboratori, a questi sarà riconosciuto il diritto di percepire l’indennità di maternità spettante per i due mesi antecedenti la data del parto ed i tre mesi successivi, indipendentemente dalla effettiva astensione dall’attività lavorativa. L’indennità per congedo parentale potrà essere corrisposta per massimo sei mesi entro i primi tre anni di vita del bambino.

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