Automazione e robotica, tra rischi per il lavoro e opportunità

L’evoluzione tecnologica ha reso obsoleti diversi mestieri, tuttavia automazione e robotica potrebbero non essere la fine, ma un uovo inizio.

Dal vecchio centralinista al meno datato noleggiatore di video, nuove tecnologie, automazione e robotica hanno da sempre condizionato il mondo dei mestieri, dei consumi e delle attività commerciali. Il progressivo incremento delle apparecchiature elettroniche e computerizzate nei più disparati settori dell’industria e dei servizi, viene da molti ritenuto un reale pericolo per posti di lavoro occupati dall’uomo. Emblematica è la recente vicenda che ha visto come protagonista la famosa azienda dolciaria Colussi, in procinto di effettuare consistenti tagli al personale, a favore di soluzioni d’automazione e robotica.

Se nel prossimo futuro la digitalizzazione potrebbe realisticamente far scomparire tutte le comunicazioni trasmesse tramite tradizionale posta cartacea, un’altra figura destinata all’oblio potrebbe essere quella del portalettere. Se si estende il discorso automazione e robotica ai contesti delle catene di montaggio e della produzione in serie, effettivamente un “rischio” dal punto di vista della perdita di risorse umane c’è davvero. Niente panico però, perché automazione e robotica, come digitalizzazione e informatizzazione, non devono essere viste necessariamente come minacce, piuttosto come opportunità per evolvere e abbandonare schemi mentali e sociali inadeguati, se non addirittura anacronistici.

L’esempio più lampante sono piattaforme e società come Amazon e Uber, che hanno rivoluzionato due comparti (acquisto prodotti e trasporto persone), aprendo la strada a una moderna dimensione di business. Automazione e robotica diventano un volano per il mercato del lavoro quando vengono poi attuate le giuste politiche di formazione e di riconversione dei dipendenti. Cambiare non deve più essere sinonimo di “perdere” ma occasione per acquisire nuove competenze e possibilità di carriera. Più macchine vogliono dire maggiore necessità di operatori addetti alla supervisione, riparazione e all’assistenza tecnica, con nascita di professioni di ultima generazione. Tra le principali vi sono i sempre più richiesti “piloti di droni” (per impiego agricolo, cinematografico, turistico e militare) o i già più che affermati “sviluppatori di app”.

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