Stage: cosa significa, chi può farlo, cosa prevede

Sempre più spesso tra gli annunci di lavoro compare la voce Stage. Tuttavia, pochi sanno in cosa consiste effettivamente. Vediamolo insieme.

Detto anche tirocinio, uno Stage è un periodo di formazione presso un’azienda/un ente, finalizzato a far acquisire al tirocinante competenze pratiche specifiche di difficile apprendimento teorico e funzionali all’inserimento nel contesto lavorativo di inserimento.

Per attivare uno Stage occorrono tre soggetti: il tirocinante, il soggetto ospitante (azienda o ente) e un ente promotore (università, Centro per l’impiego, provveditorati agli studi etc).

Questo “triangolo” sta a indicare, pertanto, che lo Stage non è un vero contratto e, in quanto tale, ha peculiarità ben distinte da un normale rapporto di lavoro, con cui condivide solamente la durata massima di 40 ore settimanali.

Il tirocinio, infatti, non prevede giorni di ferie, permesso o malattia retribuiti e dà la possibilità al tirocinante e all’azienda/ente ospitante di interrompere il rapporto in qualsiasi momento, senza alcun preavviso.

Un rapporto di stage viene attivato sulla base di una convenzione stipulata tra ente promotore e soggetto ospitante e prevede la stesura di un progetto formativo ove siano esplicitati gli obiettivi, modalità di svolgimento, durata, copertura assicurativa, e i nomi dei tutor del tirocinante, sia presso il soggetto ospitante sia presso l’ente promotore.

A seconda delle finalità e dei soggetti coinvolti, esistono tre tipi di Stage: il tirocinio curriculare, promosso da istituti di istruzione secondaria e universitari per favorire l’alternanza di studio e lavoro degli studenti, con una durata variabile da 4 mesi (scuola secondaria) a massimo 12 mesi (università).

Il tirocinio formativo e di orientamento, finalizzato all’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, attivabile entro 12 mesi dal conseguimento del titolo di studio (diploma o laurea) e con durata massima di 6 mesi.

Il tirocinio di inserimento/reinserimento nel mercato del lavoro, che può durare massimo un anno e viene attivato con l’obiettivo di reinserimento nel mondo del lavoro di lavoratori inoccupati o disoccupati, tramite la stipula di accordi ad hoc.

Mentre il tirocinio curriculare non prevede alcun rimborso spese, quelli extra-curriculari devono, per legge, corrispondere al tirocinante un rimborso spese che va dai 300 ai 600 euro lordi, secondo quanto previsto dalle normative regionali vigenti.

L.S.

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