Neet generation: l’Italia è la “capitale europea”

L’Italia è la “capitale europea” della Neet generation, ovvero quei giovani della fascia 15-24 esclusi sia dall’ambito formativo che lavorativo. Sono il 19,9%, a fronte di una media europea che si attesta all’11,5%. Lo rivela un’indagine 2017 sull’occupazione e sugli sviluppi sociali in Europa, Esde, pubblicata dalla Commissione Europea.

Ancora una volta l’istantanea scattata sulla situazione occupazionale giovanile nel Paese è più grigia che rosea. L’Italia si classifica prima in Europa per la più alta percentuale di Neet, i giovani che non hanno né cercano un impiego, posizionandosi persino più in alto di Grecia (15,8%), Romania (17,4%), Spagna (14,6%), Bulgaria (18,2%), Croazia (16,9%) e Portogallo (10,6%), Paesi fortemente toccati dalla crisi.
Oltre al primato per la presenza di Neet, l’Italia conquista la medaglia anche per la maggior presenza di lavoratori autonomi e per l’aumento delle persone che vivono in condizioni di povertà estrema, l’11,9%.
Nonostante l’Esde rilevi un miglioramento della situazione occupazionale rispetto al 2013, con un calo di 1,8milioni dei giovani disoccupati e di 1milione dei Neet, i numeri restano allarmanti. Se, infatti, nel 2016 la disoccupazione tra i giovani della fascia 15-24 era del 37.8%, quasi 3 punti in meno rispetto al 40,3% dell’anno precedente, l’Italia detiene in ogni caso uno dei livelli più alti in Europa, posizionandosi terza soltanto dopo Grecia (47,3%) e Spagna (44,4%).
Ad aggravare il quadro, va male anche per i giovani “fortunati” che hanno un’occupazione, dato che nel 15% dei casi sono impiegato con contratti atipici. Con gli under 30 che in media guadagnano meno del 60% di un lavoratore over 60.
Il che si ripercuote sulle scelte di vita personale dei giovani italiani, Neet o occupati che siano, fra gli ultimi in Europa a lasciare casa di mamma e papà. E che, di conseguenza, sono anche gli ultimi a mettere su famiglia, circa tra i 31 e i 32 anni, 6 anni più tardi rispetto a 10 anni fa (età media: 26 anni).
Un quadro che da grigio diventa nero se confrontato con il resto dell’Ue, dove dal dicembre 2008 non si assisteva a un tasso di occupazione così alto. Con 234,2milioni di persone occupate, quasi il 72% della popolazione.

L.S.

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