Tecnologia e mercato, una miniera d’oro ancora poco sfruttata

Investendo su digitalizzazione e intelligenza artificiale si potrebbero incrementare i ricavi del 40%. tecnologia e mercato sono ormai mondi paralleli.

Le connessioni tra tecnologia e mercato sono sempre più tangibili, anche perché sono proprio le moderne infrastrutture a servire da canali di scambio delle economie mondiali. Comparti come l’intelligenza artificiale e la digitalizzazione potrebbero dare una spinta consistente alle aziende investitrici, producendo ricavi per un +40%. Questa è l’analisi svolta da Accenture, nota company specializzata nella consulenza per il settore Hi-Tech. Tecnologia e mercato sono binari paralleli su cui viaggiano i destini finanziari dei più grandi paesi, strizzando l’occhio all’occupazione e alla crescita. Per una volta sia i lavoratori che la parte datoriale sono d’accordo sulle immense potenzialità racchiuse nell’innovazione, come vero e proprio volano per raggiungere profitto e competitività.

Nonostante l’identità di vedute e tutte le buone intenzioni, il cammino è ancora lungo e per giunta in salita. Non basta riconoscere le connessioni tra tecnologia e mercato, bisogna anche mettere in pratica azioni efficaci e concrete. Tecnologia e mercato possono alimentarsi a vicenda solo progettando e realizzando adeguate misure per la formazione, l’aggiornamento, la ricerca, il sostegno delle start up, le agevolazioni fiscali, e la sinergia tra università, imprenditoria e politica. Solo ragionando in questi termini si può sperare di attirare investimenti sia nostrani che esteri, puntando sul binomio tecnologia e mercato come una miniera d’oro da cui è stata grattata solo la superficie.

Protagonisti e destinatari di questo processo devono poi essere sia le società private che gli enti pubblici e le amministrazioni, passando da singole “Smart City Vision” a una più grande “Smart Nation Vision”. Tutto ciò costituisce per ora soltanto un indirizzo generale di quello che si può fare incastrando tecnologia e mercato con volontà e lungimiranza. Con simili premesse, sia imprese che lavoratori possono in un certo senso smettere i panni di semplici utenti e fruitori, calandosi finalmente nel ruolo di attori del proprio cambiamento.

Ti potrebbero interessare anche: