Numeri positivi per i distretti della moda italiana

Finisce oggi la settimana milanese della moda. La città meneghina si è animata di eventi, colori, scintillii. Ma cosa c’è dietro la moda italiana? Una filiera complessa ed efficiente fatta di distretti, un tessuto tipico del sistema industriale italiano.

Le imprese che compongono questa filiera sono circa 60mila, il fatturato stimato per il 2015 è di 64,5 miliardi, in crescita del 5,5% rispetto al 2014.

modaI tempi della crisi del 2009 sono lontani, insomma, e a dimostrarlo sono i dati in continuo miglioramento dell’export.

Secondo il monitoraggio di Intesa San Paolo, i 41 distretti della moda (tessile e dell’abbigliamento, pelletteria, oreficeria, occhialeria, calzature) dislocati in tutta Italia hanno venduto all’estero, nel periodo aprile-giugno 2015, per un valore di 8,2 miliardi, maturando il 35% del fatturato dell’intero sistema distrettuale italiano.

È da 22 trimestri che l’Italia consegue buoni risultati nell’export del settore, ultimi dati positivi quelli del primo semestre 2015 che ha segnato un +6,2%.

Non tutti in segmenti presi in esame ottengono però gli stessi risultati. A primeggiare ad esempio è il comparto dell’oreficeria (+26%), seguito dall’occhialeria (+15,7%). I mercati di sbocco che sono cresciuti di più sono: Stati Uniti (+21,9%), Cina (+20,3%) e Svizzera (+19,6%).

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