Allarme rincaro burro. Ed è corsa ai fornitori per le imprese dolciarie

Se anche voi negli ultimi tempi avete notato un costante graduale rincaro burro, aspettate prima di rivolgervi altrove. L’aumento dei prezzi non è una scelta del vostro supermercato di fiducia. Si tratta, piuttosto, di una necessità.

rincaro burroNell’ultimo anno il prezzo del burro è, infatti, più che raddoppiato in tutta Europa, passando da 2.400euro a tonnellata ai 5.250 registrati a maggio. Aumento che, sinora, non ha comportato alcuna diminuzione dei consumi, che, anzi, sono rimasti stabili.

Una crescita mondiale, che ha coinvolto anche l’Asia e il Nordamerica, dove i consumi sono persino in forte crescita.

Nonostante gli aumenti non abbiano modificato le abitudini dei consumatori, la carenza di stock diventa sempre più preoccupante per le imprese dolciarie, a caccia di fornitori di un ingrediente prezioso di gran parte dei prodotti da forno.

Le aziende, infatti, oltre a risentire in maniera nettamente superiore del rincaro burro, non riescono “a trovare il burro necessario” per le lavorazioni, ha dichiarato Alberto Balocco, CEO dell’omonima azienda dolciaria piemontese, sottolineando il problema della non “disponibilità fisica” della materia prima.

Sulle cui responsabilità, prosegue Balocco, “certamente gli incentivi Ue a non produrre per gli allevatori hanno avuto il loro peso”.

Diversa la situazione francese, dove, con un fatturato di 8,5miliardi di euro ed esportazioni pari a 2miliardi, è vero allarme rincaro burro.

In una nota, la Federazione delle imprese dolciarie ha, infatti, dichiarato: “Il burro è l’elemento principale per le produzioni. Se il costo continua a salire, dobbiamo aumentare i prezzi dei prodotti venduti al consumo”.

All’origine del rincaro burro vi è indubbiamente il recente andamento irregolare della produzione nell’Europa dei 15, dove al picco produttivo del 2016 (1,85milioni di tonnellate, dati Clal.it) è seguita una forte contrazione nei primi 5 mesi del 2017.

Secondo Giuseppe Ambrosi, Presidente di Assolatte, il rincaro burro “è un fenomeno mondiale”, cui hanno concorso “la crescita di formaggi, l’abbandono dell’olio di palma, la maggiore domanda dell’industria alimentare”.

Con ulteriori rialzi previsti anche nel secondo semestre del 2017 e una sempre maggiore difficoltà nel trasferire il rincaro burro sui prezzi al consumo.

L.S.

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